
NOVOLI (di Massimiliano Cassone) – Naso all’insù e sguardo incantato di fronte allo spettacolo della Fòcara 2015. Novoli gremita di gente, comprese tutte le stradine e le vene d’intersezione che conducono a Piazza Tito Schipa dove c’è il gigante di legna. Poco dopo le 20 è partito lo spettacolo di Donpasta che ha omaggiato la tradizione contadina, proiettando direttamente sulla pira un documentario sulla sua costruzione con le voci fuori campo dei costruttori Renato e Claudio; brividi di emozione per i presenti.

A seguire è arrivato lo spettacolo di Xarxa Teatre (compagnia internazionale teatrale conosciuta in cinque continenti); si è partiti con luci e suoni solleticati da uno spettacolo pirotecnico mentre un lampadario umano, sospeso in aria, si muoveva al suono delle campane a festa. La fantasia degli artisti però è andata oltre raccontando la storia di Sant’Antonio partendo dalle tentazioni: sono arrivati i demoni che danzavano con ombrelli di fuoco mentre lo spettacolo pirotecnico continuava ad incalzare, poi è apparsa una zattera e un pesce per simbolizzare il Mediterraneo e contestualizzare in quel bacino questa grande festa, ed infine prima della grande accensione non poteva mancare il “bestiario” per onorare il santo degli animali. Sono sbucati sulla scena gli animali (figure costruite con le scintille intorno), tori, capre e l’immancabile maiale hanno ballato intorno al mastodontico falò. E mentre i presenti in silenzio vivevano lo stupore di uno spettacolo mai visto, il “fuoco” delle micce di ruote e cascate ha accolto l’effige del santo infuocata che, scendendo dal cielo sulla Fòcara, ha scacciato via il profano con la sua potenza. Più di mezzora di spettacolo prima di assistere alla prima scintilla di fuoco sulla grande pira.
La Fondazione Fòcara e il Comitato Festa meritano un grande applauso; l’ultima Fòcara del Sindaco Oscar Marzo Vetrugno (volge al termine il suo secondo mandato) vestita da Jannis Kounellis rimarrà nella memoria collettiva come una delle più belle.

Novoli è in festa, una festa troppo grande per un paese così piccolo, perché, se di fronte a tale spettacolo sgraniamo gli occhi e riscaldiamo il cuore, non possiamo non riflettere sulla sicurezza e le vie di fuga per le ambulanze, e pur certi che gli organizzatori abbiano studiato tutto nei minimi particolari con il massimo zelo, rimaniamo perplessi e da profani ci poniamo un dubbio, certi che è sempre meglio prevenire che curare.