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La festa della vite, foto di Gabriele Letizia

NOVOLI (di Massimiliano Cassone) –Festa della vite e del Paesaggio del Parco del Negroamaro, questa mattina nel paese della fòcara che ha sancito l’inizio della costruzione del mastodontico monumento rurale che, nella notte tra il 16 e il 17 gennaio, arderà imperioso in onore del Santo Patrono novolese Antonio Abate.

È stata una bellissima festa iniziata nei pressi del teatro comunale con gli sbandieratori dei quattro rioni di Oria e i carretti con i cavalli, proseguendo in corteo fino a Piazza Tito Schipa con lo stesso spettacolo e con i bellissimi quadrupedi che hanno fatto da cornice alla mattina di sole che odorava di primavera e non d’inverno.

Dopo la benedizione dei primi fasci di vite e il passaggio espressivo degli stessi nelle mani dei piccoli, per dare un futuro alla tradizione novolese, si è ritornati in Piazza Regina Margherita, dove si è chiuso questo primo appuntamento che culminerà con la “bardatura” della fòcara nella mattinata del 16 gennaio.

A seguire nel teatro c’è stata la conferenza stampa in cui hanno parlato il Sindaco di Novoli, dott. Oscar Marzo Vetrugno, il nuovo parroco della Chiesa di Sant’Antonio, don Luigi Lezzi, il presidente del Comitato festa Eriberto Milli, Toti Carpentieri di FocarArte, e Loris Romano direttore artistico del fòcara festival.

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Don Luigi Lezzi benedice le fascine, foto Gabriele Letizia

Ha esordito il parroco della Chiesa di Sant’Antonio Abate: “Per me è il primo anno di questa importante festa in onore del santo patrono, sono emozionato. Siamo nell’anno della vita consacrata e quindi il tema religioso della festa sarà di unire laici e consacrati sulla via della santità. Verrà un grande predicatore, un mio amico, padre Saverio Zappa. Significativo è il gemellaggio con Oria, infatti, saranno presenti per l’intronizzazione del 6 gennaio; poi ci sarà la giornata dei giovani che allargheremo alle famiglie. Il mio augurio è che il fuoco di Sant’Antonio arda per tutti, e non dobbiamo mai dimenticare che questo è il fuoco di Sant’Antonio”.

A seguire c’è stato l’intervento di Erirberto Milli: “Anche per me è il primo anno, sono emozionatissimo, voglio ringraziare tutte le persone del comitato, grazie ai sacrifici di tutti riusciamo a costruire la meravigliosa fòcara”.

Toti Carpentieri invece si è soffermato sull’importanza dell’arte che ha abbracciato negli ultimi anni la grossa pira, parlando degli artisti che si sono succeduti e del seguito che è stato dato anno dopo anno con le importanti mostre e illustri maestri giunti da ogni dove, ricordiamo Palladino e Nespolo per finire a Jannis Kounellis che per la prima volta quest’anno arricchisce la fòcara con l’anima. “L’artista, infatti, ha costruito- afferma il Sindaco Oscar Marzo Vetrugnouna croce bizantina di massi e sopra ci sarà una croce cristiana. E questo particolare mi ha stupito tantissimo, è come una fusione dei vari pensieri intorno al fuoco buono della fòcara”. Poi il Sindaco, al suo ultimo mandato, ha voluto tracciare una linea parlando della trasformazione della festa di Sant’Antonio negli anni della sua amministrazione. Un cammino lungo che parte dal lontano 2005: “Siamo partiti dal fuoco come mezzo di comunicazione e di aggregazione – racconta Oscar Marzo Vetrugno – Abbiamo attualizzato la fòcara che aveva bisogno di parlare un linguaggio nuovo; non era facile, abbiamo costruito una rete facendo sistema, creando le basi per realizzare quello che abbiamo fatto in questi dieci anni. La fòcara ora è uno strumento utile al turismo destagionalizzato ed è simbolo non soltanto del Salento ma di tutta la Puglia. Usiamo il fuoco come messaggero di pace”.  Ha concluso svelando due novità di quest’anno senza entrare nello specifico, si tratta di un documentario proiettato direttamente sulla Pira e, ad appiccare il fuoco alle fascine, il 16 gennaio, ci sarà un gruppo teatrale spagnolo, divenuto famoso per gli spettacoli pirotecnici.

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Conferenza al teatro comunale

Infine spazio al fòcara festival e Loris Romano, direttore artistico, ne parla così come ha fatto il sindaco, tracciando un bilancio di quella che è stata la filosofia di questi importanti anni: “In questi anni non abbiamo voluto soltanto creare un festival canoro ma ci siamo impegnati in modo che fosse un festival della cultura dei generi musicali. Quest’anno abbiamo allargato ancora di più la scena e realizzeremo un incontro dei nostri migliori artisti della musica elettronica con quelli internazionali. E siamo felicissimi di avere con noi Jollymare che è novolese ma è l’astro nascente di questo genere musicale”.

È partita la festa dell’Inverno salentino che con la sua eco rimbomba in tutto il mondo.

 

 

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