LECCE (di Pierpaolo Sergio) – Nella gara in cui anche la Serie A celebra la Festa Internazionale della Mamma con i nomi delle madri dei calciatori stampati sulle maglie da gioco e con in tribuna anche il Presidente della Lega Serie A Ezio Maria Simonelli, il Lecce interrompe la aserie di 3 risultati utili consecutivi e offre una prestazione al di sotto della sufficienza contro una Juventus che poteva dilagare, ma che alla fine rischia di lasciare due punti sul campo ma gli errori di mira di N’Dri ed Helgason puniscono il tentativo disperato di muovere la classifica dei giallorossi.

FALCONE voto: 6,5
Ci vogliono appena 15 secondi per raccogliere il pallone dal fondo della sua rete dopo il tiro ravvicinato di Vlahovic, servito da Cambiaso, che sblocca subito il match. Al 4° Conceição potrebbe raddoppiare ma centra un clamoroso palo. Un altro minuto dopo Vlahovic lo impegna in una respinta di piede. Lo stesso attaccante lo grazia al 39° calciando di poco alto da ottima posizione. Per il resto, nei primi 45 minuti è protagoniste di tante uscite di pugno a respingere i cross scodellati negli ultimi sedici metri dagli esterni bianconeri. In avvio di ripresa incassa un altro gol da Vlahovic ma da posizione di fuorigioco dopo la verifica dalla Sala VAR. Stessa situazione al 60° quando l’attaccante serbo entra nell’azione che porta al gol Kalulu ma partendo da posizione irregolare. Nel recupero nega il raddoppio in rapida successione ai neo-entrati Boga e Zhegrova ma non basta.

D. VEIGA voto: 5
Si fa sorprendere sul lancio lungo da cui scaturisce l’azione del vantaggio bianconero. Fatica a tenere a bada lo sgusciante Yildiz, nonostante i raddoppi di Pierotti, che fa tremare l’intera difesa ad ogni incursione palla al piede fin dentro il cuore dell’area di rigore leccese. Prova ad affacciarsi timidamente nella metà campo ospite a corrente alternata ma sempre in maniera estemporanea e senza la necessaria determinazione nel mettere palloni invitanti al centro. La serata di scarsa attenzione è confermata in avvio di secondo tempo quando serve involontariamente Cambiaso nell’azione che poi porta al gol annullato a Vlahovic per posizione irregolare dell’attaccante al momento della respinta di Falcone. Al 64° accusa un problema muscolare alla coscia destra, stringe i denti e resta al suo posto pur acciaccato ma dopo poco deve abbandonare il terreno di gioco ed il Lecce non ha alternative in quel ruolo se non snaturando qualche esterno d’attacco come Pierotti.

→ (dal 70°) HELGASON voto: 5
Cambio forzato per l’infortunio di Veiga che costringe Di Francesco a rivedere le proprie intenzioni successive. Appena entrato, dopo l’ultima apparizione avvenuta a marzo a Roma per 6 minuti, ha sul destro un bel pallone servitogli da Banda ma calcia debolmente tra le braccia del portiere juventino. Anche lui partecipa al girotondo di cambi di ruolo da un’azione all’altra e finisce con l’andare in confusione.

TIAGO GABRIEL voto: 5,5
Vlahovic gli sfugge e non perdona al primo pallone che tocca. Subito dopo l’attaccante juventino si libera vdella sua marcatura con troppa facilità e calcia a rete ma in quel caso Falcone ci mette una pezza. Sbroglia un paio di situazioni complicate in area ma al 39° perde ingenuamente un pallone che Vlahovic spara poco oltre la traversa sprecando un’ottima occasione per raddoppiare. Anche nella ripresa il diretto avversario potrebbe trovare altri gol ma gli errori davanti a Falcone o le due posizioni di off-side mantengono aperta la sfida. Respira quando subentra David nel finale ma resta una prestazione complicata.

SIEBERT voto: 6
Entra anche lui nel pasticcio iniziale quando non arriva di testa sul pallone crossato da Cambiaso che poi finisce a Vlahovic che segna da pochi metri. Gli scambi in velocità degli avanti ospiti sono complicati da disinnescare e la retroguardia salentina balla a ogni pallone che arriva negli ultimi sedici metri. Cerca di mantenere in piedi la baracca con alcuni salvataggi in extremis che evitano la seconda rete al passivo. L’andamento della gara lo porta a chiudere giocando da esterno di difesa con licenza di sganciarsi generosamente in avanti a crossare, ma non è certo quello il suo mestiere.

GALLO voto: 5
Nel duello con Conceição paga l’iniziale differenza di rapidità e brillantezza con il portoghese che gli crea subito non pochi problemi. Sporadiche le discese in avanti a supporto di Banda e gara che si mette in salita fin dalle primissime battute di gioco. Secondo tempo di sofferenza anche contro un avversario che perde in smalto e convinzione, ma la scossa non arriva neppure stavolta.

NGOM voto: 5
Perde tanti palloni che permettono alla Juventus di dominare la mediana e catapultarsi in velocità verso la porta di Falcone. Stenta a fare filtro in mezzo al campo venendo puntualmente saltato con eccessiva facilità e la difesa deve fronteggiare le folate bianconere che mettono a più riprese a soqquadro l’area di rigore salentina. Uscito lui, la squadra sembra beneficiarne.

→ (dal 57°) JEAN voto: 5,5
Innesto che porta la linea di difesa a 3 ed a 5 uomini in fase di non possesso. Assetto che però dopo pochi minuti muta nuovamente per l’andamento del match con cambi che creano confusione e poco altro. Si fa ammonire per proteste ma dimostra di avere carattere e voglia, sia pure scarsa capacità di incidere sul risultato finale.

RAMADANI voto: 6
Gioca con foga per accorciare le distanze e chiudere i varchi sulle incursioni della Juve. Al 15° ha sul destro un buon pallone che calcia da fuori area ma non inquadra lo specchio della porta avversaria. Spigolosi i contrasti a centrocampo con McKennie e Koopmeiners in cui spesso e volentieri ci scappa qualche colpo di troppo. Anche lui sbaglia davvero tanti appoggi in avanti che potevano trasformarsi in ripartenze pericolose, ma è comunque il migliore del suo reparto e non ammaina bandiera fino al triplice fischio finale di Colombo.

COULIBALY voto: 5
Partita in ombra per il maliano che sta attraversando un periodo di forma non eccezionale. L’impegno non manca, ma la resa non è quella delle giornate migliori ed il Lecce soffre tremendamente il mismatch tecnico con gli uomini di Spalletti nella zona nevralgica del terreno di gioco. Cresce di rendimento quando Di Francesco ridisegna l’assetto tattico leccese arretrandolo a centrocampo, ma la serata difficile sta tutta nel pallone che in pieno recupero spara altissimo da buona posizione anziché tentare un più logico e saggio passaggio al centro.

PIEROTTI voto: 5,5
Palesa i limiti di una condizione non ottimale con ripetuti errori di misura nei passaggi o con tardivi raddoppi ad aiutare uno spaesato Veiga puntato a più riprese da un Yildiz rinvigorito dopo precedenti prestazioni sotto tono. Per tutto il primo tempo fa fatica ad affacciarsi in area avversaria così come a portare palloni giocabili per Cheddira o Banda. Ci prova al 56° sfondando sulla destra e mettendo al centro un assist troppo violento per l’accorrente Cheddira che sciupa tutto tirando fuori dallo specchio della porta. L’uscita di Veiga dapprima lo porta a giocare da esterno di difesa, poi viene rimesso in avanti a dare man forte all’attacco ed all’80° impegna Di Gregorio con un potente destro da lontano che per poco non sorprende l’estremo bianconero. Finale di grande confusione in cui va e viene come un’anima in pena senza trovare la posizione giusta sul rettangolo verde.

CHEDDIRA voto: 5,5
Gioca ancora titolare ed al 3° ha sul destro il pallone buono per pareggiare ma trova la deviazione d’istinto di Di Gregorio che gli nega la gioia di un altro gol anche perché la conclusione era troppo sul portiere ospite. Abbandonato al suo destino e con scarsissimi riforni,menti, cerca allora di recuperare da sè qualche pallone vagante o andando in pressing sui difensori avversari ma senza apprezzabili riosultati. Al minuto 56 riceve un pallone in piena area da Pierotti ma troppo forte e calcia malamente a lato da buona posizione. Poco dopo esce dalla contesa.

→ (dal 75°) CAMARDA voto: 5,5
Prende il posto del compagno di reparto sperando di avere maggior fortuna in zona-gol. Neppure lui ha però modo di calciare mai in porta e partecipa allo sterile girotondo dei compagni di reparto che cambiano ad ogni azione quando le sostituzioni stravolgono l’assetto tattico dei salentini.

BANDA voto: 5,5
Tanti dribbling provati nonostante un terreno di gioco in condizioni tutt’altro che perfette, al pari delle sue che in settimana non si era allenato al meglio. Ne susseguono quindi numerose scivolate e molti passaggi fuori misura. Si accende nell’azione che porta al tiro Cheddira su un suo preciso assist, ma la buona sorte non è benigna verso i padxroni di casa. Ripiega fin dentro la propria area di rigore per chiudere gli ampi varchi che la Juventus ha a disposizione ad ogni occasione sprecando tante energie che gli annebbiano la mente quando punta la porta di Di Gregorio. Gioca uno spezzone di secondo tempo con pochi acuti e viene sostituito per tentare altre vie per cercare di graffiare la Juve.

→ (dal 75°) N’DRI voto: 4,5
Entra ed ha subito una clamorosa palla-gol che calcia sull’esterno della rete da pochi metri dopo aver saltato la marcatura di Kelly. Un errore determinante che mortifica gli sforzi profusi dal gruppo nel finale e che costringe il Lecce ad una pur dignitosa resa.

All. DI FRANCESCO voto: 5
Si ritrova sul proprio cammino quella Juventus che l’anno scorso determinò all’ultima giornata la retrocessione del suo Venezia e la contemporanea qualificazione alla Champions League. Situazione per certi versi simile all’attuale, anche se il Lecce ha ancora la possibilità di centrare la permanenza in massima serie. Il campo ha però dimostrato come questa squadra soffra di cali di tensione preoccupanti che stasera hanno portato i bianconeri ad avere tre palle-gol in appena 5 minuti. Subire la rete dopo soli 12” è segno di un atteggiamento mentale non in linea con l’importanza dell’impegno. Incidere sulla testa dei suoi uomini si conferma impresa ardua, con i giallorossi incapaci di imbastire azioni d’attacco degne di tal nome e generosi nel lasciare praterie per le scorribande dei bianconeri. Nella ripresa infortuni e scarsa condizione di alcuni interpreti lo costringono ad estemporanee soluzioni tattiche che spesso finiscono col creare ancora più confusione. La Juventus ha il demerito di non chiudere il match, ma il Lecce sbatte puntualmente contro i limiti tecnici dei songoli che sono di gran lunga superiori alla voglia che la squadra ci mette con generosità nell’inseguire l’impresa. Ora subito testa al Sassuolo.

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