ROMA (di Pierpaolo Sergio) – Il Lecce rimedia all’Olimpico contro la Roma un’altra sconfitta di misura figlia delle solite amnesie difensive, sul secondo palo in particolare, che stanno costando caterve di gol al passivo. La rete subita nelle fasi iniziali di ripresa è un’altra costante negativa che penalizza la formazione di un mister Di Francesco incapace di ridisegnare razionalmente la sua squadra dopo l’1-0, togliendo Stulic e inserendo un abulico Cheddira anziché provare a far coesistere le due punte. Anche sfortunati i giallorossi leccesi col salvataggio sulla linea del colpo di testa di Pierotti che poteva scrivere un altro finale. La sosta si spera servirà per recuperare qualche acciaccato e schiarire a tutti le idee in vista di una volata salvezza che dovrà essere giocata col coltello tra i denti e senza più regali agli avversari di turno che mortificano le prestazioni.
FALCONE voto: 5,5
Tornare all’Olimpico per lui, romano e romanista doc, è sempre emozionante. Primo squillo al 19° quando respinge di piede un rasoterra di Pellegrini. Al 24° Pisilli segna ma dopo una posizione iniziale di fuorigioco di Pellegrini che gli aveva fornito l’assist. Fino all’intervallo non viene più chiamato in causa e controlla senza affanni le iniziative dei giallorossi di casa. La rete la incassa al 57° su incornata ravvicinata, come sempre sul secondo palo, del neo-entrato Vaz non chiudendo adeguatamente lo specchio della sua porta e lasciando un pertugio da cui passa quel pallone. Da lì in poi sventa un paio di minacce ma nulla di trascendentale.
DANILO VEIGA voto: 5
Nel primo tempo bada a coprire la fascia di sua competenza anche se a sbrogliargli la matassa interviene più volte Pierotti che raddoppia sui portatori palla romanisti e lo aiuta a prevenire problemi da quel versante. Si affaccia anche nella metà campo avversaria ma non trova il modo di mettere palloni invitanti in area. Confusionario con il pallone tra i piedi, perde qualche possesso di troppo regalando alla Roma inattese occasioni per attaccare la metà campo salentina. Ci mette del suo nell’azione del vantaggio romanista con un’inutile scivolata a vuoto su Hermoso che lo supera e pennella il cross per Vaz che poi segna. Si fa ammonire all’ultimo minuto per un’ingenua trattenuta di Vaz che gli aveva preso il tempo in ripartenza.
TIAGO GABRIEL voto: 6,5
Occuparsi dello sgusciante Pisilli, che non gli dà troppi punti di riferimento, lo chiama spesso ad uscire dalla linea difensiva. Tuttavia deve fare gli straordinari anche su Malen che talvolta sfugge al compagno Siebert ed al 24° è salvifico nel rimediare ad un pasticcio in coppia col compagno di reparto e negare la conclusione in porta a Malen prima e Pisilli poi. Reattivo e roccioso, contribuisce a chiudere la prima frazione sullo 0-0. L’innesto di Vaz serve a schierare le due punte e passa a marcarlo con Pisilli spostato in posizione più arretrata. Tra i più attenti e positivi dei suoi fino alla chiusura dell’incontro.
SIEBERT voto: 6
Non semplice la marcatura di Malen, tra i più in forma della Roma. Al 21° un errato controllo della sfera permette all’olandese di involarsi in contropiede verso la porta di Falcone ma Tiago Gabriel ci mette una pezza e sventa la minaccia. Poco pulito in altri interventi, se la cava col supporto dei compagni che fanno muro. Meglio nella ripresa quando controlla con maggior efficacia i dirimpettai anche se non riesce ad evitare che qualche pallone di troppo venga colpito di testa in area sui tanti corner battuti dalla Roma.
GALLO voto: 4,5
Partita statisticamente importante per il terzino palermitano che contro la Roma diventa il calciatore con più presenze in Serie A, superando Piangerelli. In campo è impalpabile. Primo tempo con i soliti errori di fraseggio con Banda, poi nella seconda frazione è in colpevole ritardo in chiusura su Vaz lasciato libero sul palo di sua competenza di colpire a botta sicura senza opposizione e portare in vantaggio i padroni di casa. Errore che si ripete da troppo tempo e sconfitta amara infarcita di altre giocate sbagliate fino alla fine dell’incontro. Sbaglia anche la misura della battuta delle poche punizioni concesse sulla trequarti ai salentini da Sacchi.
NGOM voto: 5,5
Fatica nel primo tempo a contrastare la manovra degli avversari che attaccano a pieno organico e mantengono un’elevata percentuale di possesso palla che costringe i salentini a stare per lo più sulla difensiva. Un paio di interventi spezzano le trame di gioco altrui ma non va oltre il compitino. Si infiamma in avvio di ripresa quando scaglia una bordata da lontano che mette in imbarazzo Svilar che respinge d’istinto. Resta un episodio perché poi scompare di nuovo dai radar fino al triplice fischio.
RAMADANI voto: 5,5
Orfano del suo alter ego Coulibaly, va a fare coppia di centrali a centrocampo con Ngom, ma la sostanza non è certo la stessa di quando ha accanto il maliano. Ad ogni modo, nei primi 45 minuti tiene alta la guardia, corre appresso ai portatori di palla avversari provando anche a metà primo tempo l’iniziativa personale con un pallone recuperato sulla trequarti sparato verso la porta di Svilar che però termina altissimo. Rimane in campo fino a pochi minuti dal triplice fischio, quando lascia il campo rabbuiato per far posto al redivivo Helgason.
→ (dall’86°) HELGASON voto: S.V.
Ingresso forse anche tardivo, visto lo svantaggio, per riportare Fofana in mediana e schierare l’islandese nel ruolo di rifinitore. Mossa che non porta effetti valutabili.
GANDELMAN voto: 5
Viene proposto titolare e prende il posto dell’infortunato Coulibaly ma, nonostante le rassicurazioni di Di Francesco sulle migliorate condizioni fisiche, palesa uno stato di forma non ancora ottimale. Perde diversi duelli e sbaglia più volte il controllo della sfera permettendo ai romanisti di involarsi in ripartenza verso la metà campo leccese. Quasi allo scadere del primo tempo intercetta un rasoterra di Stulic a centro-area e toglie un’opportunità d’oro a Pierotti che era dietro di lui era pronto a colpire a botta sicura. La sostituzione era nell’aria ed arriva susseguente al gol che decide la partita.
→ (dal 60°) FOFANA voto: 5
Entra subito dopo il vantaggio della Roma e viene mandato ad agire alle spalle della linea dell’attacco con licenza di inserirsi in area avversaria. Quel ruolo non è il suo e si vede al 72° quando cicca una conclusione a rete da buona posizione graziando Svilar.
PIEROTTI voto: 5,5
Cerca a più riprese di innescare Stulic ma l’attaccante leccese è sovrastato spesso da Ndicka. Si fa rispettare in copertura grazie alla sua fisicità e dà una mano importante alla difesa sugli attacchi degli uomini di Gasperini facendo densità dentro ed al limite dell’area di rigore. In fase di possesso cerca di puntare i marcatori di Gasperini ma si infrange contro la muraglia che difende la propria metà campo. Nel secondo tempo, ha sulla fronte la migliore palla-gol costruita dalla formazione ospite colpendo a botta sicura su cross dalla sinistra di N’Dri ma trovando il salvataggio alla disperata di Hermoso sulla linea che gli nega la gioia del pareggio. All’81° rimedia un cartellino giallo per un’entrata in ritardo su Angeliño e poco dopo viene sostituito.
→ (dall’86°) SALA voto: S.V.
Sostituzione che riporta il Lecce al modulo 4-3-3 ridisegnando radicalmente il centrocampo salentino.
STULIC voto: 5,5
Riproposto titolare al centro dell’attacco, deve sgomitare e non poco con i difensori della Roma a cui concede velocità facilitando spesso le chiusure. Si vede poco anche per la cronica incapacità della squadra di servire palloni invitanti e allora tenta di fornire assist agli incursori come la bella palla che mette a centro area quando Gandelman anticipa Pierotti sprecando una ghiotta situazione. Resta sul terreno di gioco fino all’ora di gioco, in tempo per assistere al gol della Roma. Sotto di una rete, Di Francesco lo chiama fuori per la solita staffetta con Cheddira anziché schierarli insieme per tentare la rimonta.
→ (dal 60°) CHEDDIRA voto: 5
Viene gettato nella mischia nel momento in cui il Lecce è sotto di un gol affidandogli, non se ne capisce il perché, tutto il peso dell’attacco giallorosso. Si conferma invece un corpo estraneo, incapace di incidere sull’esito del match e di impensierire la retroguardia della Roma.
BANDA voto: 5,5
Rivederlo subito in campo è un’ottima notizia dopo il grande spavento di una settimana fa a Napoli. Rispetto a quella prestazione, stavolta è però meno coinvolto e pericoloso, con la difesa della Roma che monta una guardia arcigna, a volte anche fin troppo, con Mancini e Cristante. Al 43° è spinto da Pisilli mentre carica il tiro ma per Sacchi ed il Var non ci sono irregolarità. Al 45° scivola in maniera innaturale e fa temere un infortunio muscolare ma resta in campo. Con l’uscita nella ripresa di Mancini se la deve vedere con Ghilardi, ma al 65° risente di un fastidio muscolare che stavolta lo costringere ad uscire anzitempo.
→ (dal 66°) N’DRI voto: 6
Altra presenza da subentrato in un momento difficile per la sua squadra sotto di una rete e senza idee in grado di impensierire la retroguardia avversaria. Al 73° s’incunea negli ultimi sedici metri ed offre a Pierotti un perfetto assist che il compagno incorna trovando la respinta sulla linea.
All. DI FRANCESCO voto: 5
Ritorno in veste di doppio ex all’Olimpico contro una Roma che in carriera non ha mai battuto, confermando il trend. Pur con tanti indisponibili in rosa, il primo tempo è ordinato e attento in cui il Lecce concede il minimo sindacale ai capitolini reduci dall’eliminazione in Europa ai supplementari contro il Bologna di giovedì scorso. Svilar chiude però i primi 45 senza parate degne di nota anche a causa della nota abulia degli avanti salentini. Beccata la solita rete sul secondo palo, sceglie ancora e ostinatamente di non schierare le due punte insieme e nel finale si affida con una mossa della disperazione a gente che il campo non le vede praticamente da secoli come Helgason e Sala. L’ultima sosta del campionatio giunge al momento opportuno per capire chi e quando recuperare tra gli infortunati.















