CASARANO – Ha creato non poche polemiche e reazioni contrastanti la recente visita a Casarano del Presidente dell’U.S Lecce Saverio Sticchi Damiani che, insieme al calciatore Danilo Veiga, ha incontrato gli alunni del Liceo “Rita Levi Montalcini“ in un dibattito incentrato su temi quali la correttezza e il fair play dentro e fuori dal campo. Non sono mancate le prese di posizione di tifosi ed esponenti casaranesi che non hanno visto di buon occhio l’invito della dirigente di quell’istituto a causa della rivalità calcistica esistente tra le due tifoserie.
Oggi si registra un comunicato ufficiale del club del Basso Salento a firma del presidente Antonio Filograna Sergio in cui si legge: “A margine dell’incontro svoltosi nel Liceo classico di Casarano con la presenza del presidente dell’U.S. Lecce, Saverio Sticchi Damiani, avverto l’esigenza di porre all’attenzione generale alcune mie riflessioni. Premetto di non essere stato invitato a partecipare ma ritengo ugualmente l’iniziativa importante e fondamentale per la crescita di una nuova cultura sociale che, anche la nostra società del Casarano che mi onoro di presiedere, intende perseguire in una condivisione con tutti gli istituti scolastici. Parlare ai ragazzi, protagonisti del presente e attori del futuro, ritengo che sia un nostro dovere morale per far germogliare il senso del rispetto, oggi più che mai necessario. A tale incontro avrei preso parte volentieri non fosse altro per offrire il mio contributo a favorire un dialogo costruttivo su temi importanti della nostra vita sociale. “Il fair play”, la correttezza, il rispetto, l’educazione e il senso civico devono essere per tutti elementi fondamentali e sani princìpi della nostra comunità e del nostro territorio. Lo sport ed il calcio in particolare, sono forieri di valori come l’educazione, la lealtà, il sacrificio e soprattutto il rispetto dell’altro che sono poi le fondamenta del vivere comune. Realtà sportive come Lecce e Casarano, diverse tra di loro, ma con un denominatore comune che è la grande passione dei propri tifosi, hanno il ruolo di forza trainante, non solo nello sport, ma nell’intera società moderna, convinto come sono che quando si lavora insieme per qualcosa di più grande del calcio, si costruisce rispetto“.
“La passione, il senso di appartenenza e l’orgoglio di essere tutti salentini – aggiunge – sono elementi da cui non possiamo prescindere, perché essi stessi sono una ricchezza da coltivare, difendere e tramandare alle nuove generazioni. Le rivalità sportive basate sulla lealtà e sulla correttezza reciproca, sono l’essenza dello sport perché ne esaltano la passione più pura a condizione che non scadano nella deriva di azioni e comportamenti in antitesi con il vivere civile. Io ritengo che nella vita come nello sport quindi, sia sempre essenziale, ove possibile, ricucire gli strappi perché possono essere la causa di danni irreparabili con la conseguenza di creare situazioni incresciose: è nostro dovere, in qualità di responsabili, dare un contributo essenziale e, se occorre, mediare, per ridurre le distanze per migliorare le condizioni di vita delle nostre comunità. Ma per ricomporre le fratture occorre buon senso, condivisione, anche nelle differenze, e non guardare solo al passato come modello o un vessillo da agitare in eterno”.
Il presidente Filograna Sergio prosegue: “Oggi, nel nostro territorio, come altrove, viviamo realtà sociali molto diverse rispetto al passato. Il nostro orgoglio salentino basato sul reciproco rispetto, anche nelle “divisioni” sportive, deve essere trainante per arricchire il senso di appartenenza. Personalmente considero importante per il nostro territorio avere delle società sportive che militano nel calcio professionistico nazionale, perché la loro presenza contribuisce a diffondere ed a far conoscere il brand del nostro territorio in ambiti anche diversi dall’universo calcistico. Oggi le società di calcio hanno la responsabilità, non solo nella governance economico/sportiva, ma anche nella sostenibilità educativa e quindi nella “crescita” del proprio popolo sportivo. Il Lecce in serie A è sinonimo di sviluppo culturale e un volano di ricchezza economica a tutti i livelli, rappresentando un simbolo per l’intero Salento. Il Casarano in serie C non deve essere considerato una meteora, ma può rappresentare l’emblema di una provincia che vuole crescere nella condivisione quanto più ampia possibile“.
“Certo, rimarranno le “divisioni sportive” e il tifo per due maglie diverse, ma il colore rosso che hanno in comune le due maglie, io lo voglio immaginare come il colore della passione da vivere, sempre e comunque nel reciproco rispetto. In un mondo lacerato dai conflitti in atto, questa precaria situazione non aiuta a costruire un futuro migliore, ma è un monito e un invito a farci riflettere. Io ho lanciato una sorta di sasso nello stagno: se vi saranno sviluppi nel merito io ci sono e ci sarò sempre, per il bene della mia terra“, conclude il massimo dirigente rossazzurro.















