LECCE – Massimo Coda, capocannoniere col Lecce nello scorso campionato di Serie B, è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport. Il bomber ha gli occhi di tutta la concorrenza puntati addosso e avrà battaglia per il titolo di miglior marcatore, che dalla prossima stagione sarà nel nome di Paolo Rossi. Il 32enne di Cava de’ Tirreni ha poi parlato dei giovani talenti che potrebbero sbocciare nel campionato che inizierà tra tre settimane, inserendo anche il nome di Marco Olivieri, esterno d’attacco classe 1999 ingaggiato dal Lecce. Inoltre, spazio al contratto con la società salentina, ad una carriera tra qualche tempo sarà destinata al tramonto, ai rimpianti per la mancata promozione e alla guida tecnica di mister Marco Baroni per un Massimo Coda a tutto tondo.

Queste le prime dichiarazioni rilasciate alla rosea: “Gli altri bomber? Aspettiamo il mercato, secondo me arriveranno ancora tante altre novità. Io temo Pettinari, con la Ternana può fare veramente bene. Dico anche Donnarumma se si rimette a posto, poi Diaw, neo-acquisto del Vicenza. Dei giovani l’anno scorso mi è piaciuto molto Manuel De Luca, attaccante del Chievo, ma anche Simone Mazzocchi della Reggiana. Spero faccia grandi cose il nostro Olivieri, che ha disputato una buona stagione a Empoli e che ora è qui al Lecce“.

La punta ha poi risposto ad alcune domande sulla passata stagione e sul contratto col Lecce: “I rimpianti sono tanti per com’è finita nella scorsa annata. Dobbiamo imparare da quegli errori. Siamo stati una squadra disequilibrata e questo fattore l’abbiamo pagato, perché va bene segnare tanto ma non si possono prendere altrettanti gol. Il futuro? Ho ancora un anno di contratto e avere certezze su questo punto di vista mi farebbe stare un po’ più tranquillo. Per chi ha la mia età è normale, io spero di trovare una soluzione con il Lecce che faccia il bene di tutti. Qui sto bene e potrei finire la mia carriera in giallorosso“.

Coda ha quindi continuato raccontando di Baroni e del ruolo che gli affiderà nel 4-3-3: “Il mister l’ho conosciuto a Benevento ed abbiamo vissuto insieme la promozione in Serie A. Baroni è molto diverso da Corini: lui cerca più aggressività, imposta un pressing più alto per sbilanciarci di meno. Il mio ruolo? Quest’anno giocherò da solo e dovrò gestire al meglio i movimenti, il che sarà più dispendioso ma l’ho già fatto a Benevento, conosco le dinamiche. L’importante è fare sempre gol, altrimenti è finita! In Serie B serve solidità difensiva, perché se incassi poche reti, credo si vinca di sicuro. Le squadre di qualità prima o poi un gol lo fanno sempre e noi siamo una di quelle“.

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