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Fabio Liverani

LECCE (di Gabriele de Pandis) – Ne siamo sicuri: l’adrenalina immensa delle ultime giornate di campionato non azzererà totalmente i mille significati che Perugia-Lecce ha dentro per Fabio Liverani. Uno dei protagonisti della sorprendente stagione del Lecce vivrà una giornata ancor più al centro dell’attenzione, e questa volta, concedeteglielo, il rendimento nel Salento sarà solo uno dei perché.

Fabio Liverani

Lui, da professionista esemplare qual è, avrà certamente messo in secondo piano il romanticismo sportivo per far spazio alla fame d’impresa e ai numerosi dubbi di natura tattica che lo attanagliano. Ma, una volta finito il riscaldamento, perfezionato il riconoscimento e date le pacche d’ordinanza ai ragazzi pronti a scendere in campo, nel periodo che intercorrerà fino al fischio d’inizio si guarderà intorno e, tirando un sospiro, prima di calarsi nella partita, aprirà una finestra ai bei tempi passati.

Fabio Liverani con la maglia del Perugia

La prima al “Curi”– Giungiamo all’analisi. Perugia-Lecce del 22 aprile 2019 è la prima partita del Fabio Liverani-allenatore nel capoluogo umbro. il Renato Curi ha rappresentato una sorta di battesimo del fuoco del Liverani-calciatore. Gaucci e Cosmi lo pescarono dalla Viterbese in Serie C e gli consegnarono la regia di quella che divenne la sorpresa della Serie A, anche grazie a un centrocampista brevilineo prima abituato a giocare in avanti.

Fabio Liverani

Parole dolci– Il primo incrocio col Grifo c’è stato già all’andata a Lecce. “Per me Perugia resta un ricordo indelebile – affermava Liverani nella conferenza stampa pre-gara – Mi avvicinavo alla Serie A ed allora era un miraggio che un giovane venisse inserito partendo dalle categorie inferiori”. Il Perugia regalò a Liverani anche la maglia dell’Italia, vestita per la prima volta contro il Sudafrica, proprio al Curi: “È una piazza che mi ha adottato e portato nel grande calcio fino a farmi debuttare con la Nazionale – continuava l’oggi tecnico del Lecce. Il passaggio a Perugia mi ha consacrato e mi ha permesso di fare la carriera che poi sono riuscito a fare negli anni successivi“.

L’abbraccio tra Liverani e Nesta prima di Lecce-Perugia 0-0

Amici biancocelesti- In un’ideale percorso cronologico della carriera di Fabio Liverani la tappa successiva da analizzare porta alla Lazio, e proprio la Lazio è parte integrante della vita di Alessandro Nesta, oggi allenatore del Perugia. Liverani e Nesta hanno in comune il 1976, anno di nascita, e la stagione 2001/’02, anonima per i capitolini, finiti sesti dopo il celebre scudetto negato all’Inter il 5 maggio, ma importante per i due, che costruirono una forte amicizia.

Il tweet di Nesta dopo Lecce-Perugia 0-0 percorse questa direzione: “La nostra prima da allenatori avversari. Bello rivederti amico mio dopo anni fianco a fianco. Un in bocca al lupo speciale!”, accompagnato dalla foto dei due tecnici che si abbracciano. Perché sul campo si può anche essere rivali, ma amici lo si resta per sempre”.

Alessandro Nesta

E quell’inizio…- Nesta fu importante per l’adattamento di Liverani sulle sponde del Tevere. “Il mio amico Nesta, una persona straordinaria, fu molto importante perchè in pratica fu lui ad introdurmi in uno spogliatoio di mostri sacri“, dichiarava Liverani a dicembre parlando di una squadra che poteva contare su calciatori come Mihajlovic, Mendieta, Stankovic, Stam, Crespo e Peruzzi. A rinforzare il legame arrivò poi l’episodio del 10 marzo 2002: la Lazio perse il derby 5-1 e Liverani, tacciato di fede romanista, fu bersagliato dalle contestazioni. Nesta scortò il compagno in auto fuori dal centro sportivo per poi andare a cena insieme.

Marco Mancosu

Il nuovo che avanza- Amici da sempre, in rampa di lancio negli ultimi tempi, Liverani e Nesta rappresentano due dei migliori esempi di allenatori emergenti. Entrambi prediligono il gioco palla a terra, la costruzione dal basso, si esprimono bene davanti e hanno da migliorare il rendimento difensivo. Con loro, i due centrocampisti incursori vivono la migliore stagione: Mancosu ha fatto la voce grossa al primo torneo di B e Verre, da mezzala, è diventato un prolifico trequartista: 12 gol e 5 assist il bottino.

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