Syria con papà Simone allo stadio “Olimpico” di Roma

LECCE (di Sofia Barone)* – Simone Schipa, grazie all’incarico ottenuto nelle scorse settimane di allenatore della formazione Under 16 del Settore Giovanile dell’U.S. Lecce, si rimette in gioco e torna a lavorare insieme ai ragazzi. Abbiamo voluto intervistare sua figlia, Syria Schipa, curiosi di scoprire che aria si respira in casa e come sia stare in famiglia con un uomo che vive il calcio praticamente 24 ore su 24.

Ciao Syria. Com’è crescere con un papà così appassionato di calcio come Simone?

Questa è la domanda che mi pongono più frequentemente quando si parla di mio padre. Oltre ad essere allenatore e tifosissimo del Lecce, per me è un esempio di vita e con lui condivido la grande passione per il calcio che mi ha trasmesso fin da bambina”.

In che modo vivete questa passione che vi accomuna?

In scooter al corteo per i 100 anni di calcio a Lecce

Si può dire che io sia realmente cresciuta a pane e calcio. Sin da quando ero bambina, infatti, mi porta allo stadio con lui, ‘contagiandomi’ la passione per la maglia giallorossa della squadra della nostra città. Ancor oggi ci piace andare allo stadio, ma anche guardare in TV ogni partita e, quando il lavoro glielo permette, ci concediamo delle vacanze padre-figlia all’insegna del calcio”.

Hai un ricordo particolarmente bello legato a queste esperienze?

A Londra per vedere il Chelsea

Ne avrei tanti da raccontare… Il primo che mi viene in mente è la trasferta a Frosinone il 7 giugno del 2014 per la finale dei play-off. È stata una delle mie prime trasferte, ma soprattutto un’esperienza intensa che mi ha legato ancora di più al Lecce, nonostante il risultato finale. L’anno scorso, invece, siamo volati in Inghilterra per vedere la partita Chelsea-Watford. È stato molto interessante scoprire le differenze che esistono tra il calcio italiano e quello inglese”.

Ti piace anche seguire le partite delle squadre che allena tuo padre?

Certo! Da ormai 5 o 6 anni vado a vederle con mio nonno, non ce ne perdiamo una. E poi, anche se non ci rende partecipi di quanto accade dietro le quinte, ci riesce a coinvolgere e gli fa piacere essere seguito dalla sua famiglia”.

Cosa prova il mister ad allenare la squadra per la quale tifa?

Credo che a questa domanda non possa rispondere nemmeno lui… Sicuramente non è facile, ma ne è fiero e lo siamo altrettanto noi di lui”.

*articolo realizzato nell’ambito del progetto di alternanza scuola/lavoro degli alunni del Liceo Classico e Musicale “G. Palmieri” di Lecce come previsto dalla legge 107/2015
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