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LECCE – “Tarantantèra: morsi e tanghi per una femme fatale” è lo spettacolo di teatro danza organizzato dal corso di laurea DAMS dell’Università del Salento, nell’ambito del progetto AID (Attività Integrative alla Didattica), e in programma al Teatro “Paisiello di Lecce questa sera alle ore 21:00 (ingresso libero).

Nell’elaborazione teatrale, la taranta e le sue vittime esprimono l’eterno contrasto fra i sessi, tra il femminile e il maschile, tra l’amore e il desiderio sensuale, l’attrazione fatale e la reciproca, eterna diffidenza e delusione. Dove l’Eros incontra il conflitto e il tormento. Un’ideale cifra musicale e simbolica di questo contrasto è il tango, “un pensiero triste che si balla”, secondo la definizione di Enrique Santos Discépolo, compositore argentino attivo tra le due guerre mondiali.

«Come hanno spiegato Ernesto de Martino e poi Gilbert Rouget, la taranta è un demone femminile: il suo morso è il modo di prendere possesso di un corpo e un’anima umana da parte di un’entità mitica. Questa possessione esprime il rimorso per una colpa originale, e al tempo stesso è manifestazione di energia sessuale repressa», spiega il professor Gianfranco Salvatore, che ha elaborato “Tarantantèra: morsi e tanghi per una femme fatale”, opera scenica di teatro danza, assieme alla coreografa Caterina Genta, formatasi alla scuola di Pina Bausch.

«Si è così evitato il solito ricorso alla dilagante “pizzica”, che pur essendo la musica rituale del tarantismo trova oggi impieghi a volte folkloristici e oleografici», aggiunge Salvatore, «E il tango oggi, in Italia, è rappresentato dal pianista Natalio Mangalavite, spesso compagno d’avventure musicali di Peppe Servillo: assieme, i due musicisti partiranno dopo lo spettacolo leccese per una lunga tournée nell’America Latina».

Con Genta, Mangalavite e lo stesso Salvatore, responsabili della parte musicale e coreografica dello spettacolo, si esibiscono come attori e cantanti gli artisti salentini Antonio Ancora ed Andrea Baccassino.

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