CORIGLIANO D’OTRANTO – Questa sera (ore 21:30 – ingresso 5 euro), il Castello Volante di Corigliano d’Otranto, in collaborazione con Io non l’ho interrotta e Conversazioni sul Futuro, ospiterà Marco Damilano con “Un atomo di verità. Il caso Moro e la fine della politica in Italia“. Non una consueta presentazione del volume, appena uscito per Feltrinelli, ma un monologo del direttore de L’Espresso con foto d’epoca, immagini video e alcuni audio del politico magliese, rapito e ucciso dalle Brigate Rosse.

La due giorni pugliese di Damilano partirà nel pomeriggio (ore 18:00 – ingresso libero) quando sarà alla Feltrinelli di Lecce per un incontro con l’avvocato Carlo Ciardo. Lunedì 26 marzo alle 10 a Maglie, l’autore incontrerà gli studenti e i docenti del liceo Leonardo da Vinci, dialogando – dopo un’introduzione della dirigente scolastica AnnaRita Corrado – con il giornalista Rosario Tornesello (Nuovo Quotidiano di Puglia). Alle 14:30 Damilano sarà nella sede di Giurisprudenza nel Complesso Ecotekne (Aula R25) di Monteroni per un incontro promosso da ELSA, associazione di giovani giuristi dell’Università del Salento, con Luigi Melica (Docente di Diritto Costituzionale Comparato ed Europeo). Alle 18:00 il direttore sarà invece alla Feltrinelli di Bari per poi concludere questa intensa due giorni pugliese alle 19:30 nel salone della Scuola Primaria “Aldo Moro” di Acquaviva delle Fonti dialogando con Giuliano Foschini (La Repubblica).

Via Fani è stato il luogo del nostro destino. La Dallas italiana, le nostre Twin Towers. Nel 1978, l’anno di mezzo tra il ’68 e l’89. Tra il bianco e nero e il colore. Lo spartiacque tra diverse generazioni che cresceranno tra il prima e il dopo: il tutto della politica – gli ideali e il sangue – e il suo nulla. Il sequestro di Aldo Moro ha segnato la fine della Repubblica dei partiti. Marco Damilano torna su quell’istante, le nove del mattino del 16 marzo 1978, in cui il presidente della Dc fu rapito dalle Brigate Rosse e gli uomini della sua scorta massacrati. Fu l’inizio di un dramma nazionale e di una lunga rimozione. Un viaggio nella memoria personale e collettiva, nei luoghi, nelle correlazioni con altri protagonisti di quegli anni come Sciascia e Pasolini. Le carte personali di Moro rimaste finora inedite, le foto, i ritagli, gli scambi epistolari con politici, intellettuali, giornalisti, persone comuni. La ricostruzione della sua strategia e della sua umanità, strappata all’immagine di prigioniero delle BR e restituita al ruolo politico di chi aveva capito meglio di tutti l’Italia (“il paese dalla passionalità intensa e dalle strutture fragili“) e la debolezza del potere. Dopo l’assassinio di Moro, il 9 maggio, al termine di 55 giorni di tragedia, sono arrivate la morte di Berlinguer, la dissoluzione della Dc, Tangentopoli e la latitanza di Craxi in Tunisia. Fino all’ultima stagione, con la politica che da orizzonte di senso per milioni di italiani si è fatta narcisismo e nichilismo, cedendo alla paura e alla rabbia. Per questo la voce di Moro parla ancora, come aveva previsto lui stesso: “lo ci sarò come un punto irriducibile di contestazione e alternativa“.

Marco Damilano è un giornalista romano e direttore de “L’Espresso“. Si è laureato in Storia contemporanea presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università La Sapienza di Roma con una tesi su televisione italiana e politica negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. In seguito, conseguito un dottorato di ricerca in Storia dell’Italia contemporanea presso l’Università degli Studi Roma Tre. Partecipa alla trasmissione “Propaganda Live” su La7 ed è opinionista dei programmi politici di La7. Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo: Eutanasia di un potere. Storia politica d’Italia da Tangentopoli alla Seconda Repubblica (Laterza, 2012); Chi ha sbagliato più forte. Le vittorie, le cadute, i duelli dall’Ulivo al Pd (Laterza, 2013); La Repubblica del selfie. Dalla meglio gioventù a Matteo Renzi (Rizzoli, 2015); Processo al nuovo (Laterza, 2017); Un atomo di verità. Il caso Moro e la fine della politica in Italia (Feltrinelli 2018). Ha curato Missione incompiuta. Intervista su politica e democrazia di Romano Prodi (Laterza, 2015).

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