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LECCE (di Gavino Coradduzza) – Le sorprese non finiscono mai; un po’ come le vittorie del Lecce… Un Lecce che passa anche a Bisceglie in barba al ’’divieto di tifo’’ decretato dalle autorità preposte… All’indigeribile e per molti versi inspiegabile divieto di accesso allo stadio per i tifosi giallorossi, fa seguito la formazione, in parte a sorpresa, mandata in campo da Liverani: Cosenza squalificato cede il posto a Riccardi con Marino scudiero centrale; Ciancio e Di Matteo larghi (duo inedito a causa di un problema ad un ginocchio che ha bloccato Lepore). Tsonev agisce da trequartista con alle spalle Armellino e Mancosu; Arrigoni, ancora mascherato, dirige le operazioni: non è in campo Di Piazza (panchina) ed è dunque Torromino ad accompagnare Saraniti

Squadre guardinghe in avvio di partita; salvo qualche calcio d’angolo sotto una porta e sotto l’altra ed una incursione nerazzurra disinnescata da un tempestivo recupero di Mancosu, non si registrano spunti di cronaca di qualche particolare interesse. Non che la partita sia noiosa, questo no di certo, ma la brillantezza di idee ed i temi sviluppati non superano l’ordinarietà. Il Lecce accelera prevalentemente sulle fasce peccando poi nella fase di rifinitura per cui Saraniti e Torromino non beccano una, che sia una, palla invitante…

Cresce Mancosu il cui raggio d’azione gravita prevalentemente a sinistra sia in copertura che in proiezione; è lui a creare i suggerimenti più interessanti e più imbarazzanti per il filtro e per la difesa dei baresi; riesce a pescare puntualmente ora Tsonev, ora Torromino; tentativi assai brillanti tradotti con tasso di concretezza molto vicino allo zero…

Ma il Lecce non si fa prendere dalla smania del successo; ragiona e non altera il solido equilibrio che lo preserva da spiacevoli sorprese; mantiene le distanze tra in reparti secondo logica di maturità; non sovraffolla la trequarti, attende il momento propizio per affondare il colpo; momento che arriverà nella ripresa quando le giovanili impennate del Bisceglie si saranno un po’ calmate. E infatti accade così esattamente al secondo minuto di gioco con il destro di Torromino, incuneatosi in area avversaria come un furetto in una tana di volpe e impietoso nel cercare e trovare in diagonale il gol sul palo lontano…

Solo sei minuti di attesa per l’arrivo, puntuale, della dormita del pacchetto difensivo giallorosso: battere indisturbato l’incolpevole Perucchini è per Marikic poco più che un gioco da ragazzi… Le mosse di Liverani sono: Ferreira per Tsonev e Di Piazza per Torromino. Anche Mancosu avanza di qualche metro la sua posizione. Il Lecce si assicura così il presidio della zona di trequarti. Ma il Bisceglie non concede molto; stringe le proprie fila, si fa arcigno, organizza qualche ripartenza alla ricerca del ’’Bingo’’…

Bingo che sarebbe invece alla portata di Di Piazza (30°): occasione non sfruttata a dovere dopo una delle sue specialità in area, dribling e finta, il tutto vanificato dal portiere in uscita disperata. Peccato… Non sbaglia invece Saraniti: il suo gol è un fulmine di rapidità quando colpisce a botta sicura sfruttando l’ottimo addomesticamento della palla da parte di Ferreira. A Di Piazza manca il gol per colpa della traversa che si oppone ad una sua ottima girata di testa. La vittoria è anche di Perucchini che nel convulso finale dice no ad una palla normalmente destinata in fondo al sacco.

Ancora una vittoria sofferta, dunque, ma conquistata con caparbietà, con applicazione e con sacrificio al cospetto di una formazione cui la classifica rende i giusti meriti. La strada, si sa, è ancora lunga,molto lunga; però fa sempre meno paura, anzi…

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