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Drudi: “Pausa ok. Trapani-Catania? Meglio un pareggio”

drudiLECCE – È toccato al difensore del Lecce Mirko Drudi riprendere le conferenze stampa infrasettimanali del club giallorosso. Il numero 16 dei salentini ha parlato del campionato e delle prospettive di promozione che vedono una corsa a tre, con due delle contendenti che si affronteranno venerdì sera: “Il riposo di questa settimana capita a puntino perché ci permetterà di ricaricare le batterie sia da un punto di vista fisico, che mentale. Con Liverani finora abbiamo ottenuto un filotto importante di 13 gare utili consecutive, ma vogliamo raccogliere le energie per ottenere il più possibile nelle partite che mancano fino alla sosta invernale. È vero che ci attendono altre due gare ravvicinate, ma intanto il prossimo impegno che ci attende è la gara di Coppa Italia contro il Matera del 6 dicembre e vogliamo fare bene ed andare avanti. La gara tra Trapani e Catania? È chiaro che è una gara importante tra due nostre dirette inseguitrici che guarderemo attentamente. Personalmente spero in un pareggio, anche se bisogna considerare che il campionato è ancora molto lungo ed ancora significa poco. Tuttavia credo che saremo noi e queste due squadre le formazioni che si contenderanno la vittoria del campionato. La concorrenza tra compagni? Va bene. Fino all’infortunio ho sempre giocato; ovvio che poi non è facile riprendere subito e, anche per le tante gare ravvicinate, non mi sono potuto allenare al meglio. Pian, piano mi sto riprendendo, ma in una squadra che ambisce alla promozione ci siano tanti bravi giocatorui ed è normale che tutti vogliano giocare, ma è l’allenatore che fa le scelte. Il mister ha una mentalità vincente che sa trasmettere a tutto il gruppo: speriamo di raggiungere l’obiettivo a fine anno. Il calcio oggi è cambiato e non si può parlare di un solo reparto, ma di tutta la squadra: certo, dobbiamo ancora migliorare e lavoriamo ogni giorno in questo senso. Il Lecce la più forte? Sono di parte e dico sì, ma lo era anche l’anno scorso… L’unico giudice supremo resta però il campo. Vedremo alla fine se lo sarà stata davvero”.

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