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IL LECCE VISTO DA LONTANO- Emozioni…

esultanza-costaLECCE (di Luca Manna) – Lecce-Bisceglie, con tutto il rispetto per la squadra di Zavettieri e per la sua tifoseria, non era certo una partita da catalogare fra quelle che ricorderemo per il blasone o l’appeal dell’avversario, nonostante qualcuno abbia azzardato il termine “derby” per questo match. Nonostante ciò, sabato sera i 90 minuti al “Via del Mare” sono stati un mix di emozioni importanti che comunque entreranno di diritto a far parte della storia di questa stagione calcistica 2017/’18 del nostro Lecce. Lasciando da parte quelle personali di chi, come il sottoscritto, ogni volta che torna allo stadio dopo mesi di “esilio” forzato causa “emigrazione”, prova in maniera quasi naturale, concentriamoci su quelle che un po’ tutti gli altri 8553 spettatori hanno potuto provare e che ho toccato con mano in questa mia prima stagionale che mi permette, per una volta, di trasformare questa rubrica ne “Il Lecce visto da vicino…

sciarpata-curva-nord-lecceLa prima emozione che la serata ha lasciato come souvenir è la terza vittoria consecutiva del nostro Lecce in campionato, evento desiderato e atteso ed al quale non eravamo più abituati da una quantità di tempo che per noi è decisamente troppo. Ben 9 punti che hanno messo la classifica nel verso giusto e che ci permettono di affrontare i prossimi impegni anche con maggiore consapevolezza nei nostri mezzi e con un discreto entusiasmo che ricomincia a coinvolgere un po’ tutte le parti in causa. È chiaro che la continuità sarà fondamentale per far sì che non si dimentichi subito il bel filotto e, anche se non si possono pretendere tutte vittorie (come ha chiesto la Curva Nord sabato sera a fine partita), è naturale che continuare a vincere non farebbe altro che legittimare tutto il buono fatto nell’ultimo periodo oltre che lanciarci di diritto fra i favoriti alla vittoria finale del campionato.

gol-caturanoAltra emozione importante è stata quella del tanto sperato ritorno al goal di Sasà Caturano. Ho visto gente accanto a me urlare fino allo sfinimento quando la rete posizionata sotto la Curva Nord si è gonfiata grazie al tocco sotto porta del bomber napoletano, perché tutti erano consapevoli di quanto fosse fondamentale che Caturano tornasse a “brindare” con i suoi compagni. Il goal per un “numero 9” di professione è la vita ed era evidente quanto mancasse al nostro capocannoniere dello scorso campionato. La fiducia non è mai mancata nei suoi confronti e sapevamo che doveva solo arrivare questo momento per veder finalmente scoccare la scintilla che avrebbe dato nuovo fuoco al puntero giallorosso. Caturano, da sabato sera, ha iniziato il suo nuovo campionato e la sua rabbia mista a gioia sfogata con quella esultanza che ci mancava è stata un’emozione anche nostra, l’emozione di chi aspettava con ansia e affetto un giocatore che è parte fondamentale del progetto-Lecce.

mr-liveraniPlatone descriveva emozione e ragione come due cavalli che “tirano” in direzione opposta e, seppur la ragione ci suggerisca di non illuderci più dopo tante esperienze negative, bisogna ammettere che l’esordio casalingo di Fabio Liverani è stata un’altra emozione che sabato ci è stata regalata. Sarà che il cuore di un tifoso è spesso guidato solo dall’amore, ma vedere un volto nuovo sulla panchina della squadra che si ama porta inevitabilmente a provare sentimenti forti, induce a sognare che lui sia l’uomo giusto, che in quel momento stia nascendo qualcosa di grande e che il futuro sarà grandioso perché un nuovo condottiero ha preso la nave per traghettarla verso nuovi trionfi. Io non so se sarà così, se Liverani sarà l’uomo che passerà alla storia, ma vederlo guidare la squadra ogni istante, urlare e muoversi come un tarantolato, spiegare a chi gli era vicino ogni passaggio, ogni movimento e vederlo a fine partita “catechizzare” il giovane Dubickas mentre tutti intorno festeggiavano la vittoria, mi ha emozionato e mi ha riportato indietro di tantissimi anni quando da bambino ammiravo dalla Tribuna Est quell’altro allenatore romano, tal… Carletto Mazzone. Certo, il paragone è pesante e prematuro, ma sognare non costa nulla e soprattutto è pur sempre un’emozione.

matteo-di-piazza-mani-alle-orecchieIl goal poi nel calcio è l’emozione per eccellenza, la più classica e scontata, ma pur sempre l’essenza di questo sport. Matteo di Piazza rientrava da 3 turni di squalifica e ha deciso di farlo in maniera assolutamente non banale, com’è nello stile di un ragazzo che sembra avere un carattere decisamente forte e pittoresco. Entra a partita in corso, con il risultato ancora in bilico, e s’inventa un goal bellissimo, grazie ad un destro a giro sul secondo palo: un misto di tecnica e potenza, di genio e sregolatezza che manda in visibilio uno stadio intero ormai totalmente sopraffatto dalla gioia e dall’entusiasmo: emozioni allo stato puro.

dr-peppinoEd infine, l’emozione più grande, ultima da raccontare solo perché la più bella. Ci sono uomini che lasciano il segno e che, anche se non fanno goal o non effettuano grandi parate, entrano nel cuore di tutti perché ogni giorno hanno dimostrato di essere persone vere, sincere e che il loro lavoro lo fanno mettendoci il cuore: Peppino Palaia. Lui è la storia del Lecce; è tornato ad esserne il presente e vederlo di nuovo in panchina o correre sul prato come ai vecchi tempi è stata una vera gioia per tutti i presenti. La Curva Nord, cuore pulsante del tifo leccese, gli ha dedicato uno striscione e due cori cantati a squarciagola; è stato allora che il cuore di tutti ha iniziato a battere più forte, gli occhi forse sono diventati più lucidi perché nel calcio dei troppo quattrini, di procuratori sempre più senza scrupoli e di calciatori ormai più affezionati agli stipendi, che alle maglie che indossano, certe cose, certi Uomini sono ancora una grandissima emozione!

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