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Robertino Rizzo il “liberatore”

padalino-vatteneLECCE (di Pierpaolo Sergio) – Robertino Rizzo il “liberatore“. Ecco come parte della tifoseria leccese ha accolto l’avviscendamento sulla panchina del Lecce nel giorno del 25 Aprile. L’esonero di Pasquale Padalino invocato e, per certi verso, addirittura preteso dalla Curva Nord alla fine c’è stato. Non in tempi rapidissimi come auspicavano i tanti tifosi giallorossi inviperiti dopo i fatti allo “Zaccheria” e l’andamento progressivamente scadente della formazione salentina, ma dopo un mese da quella sconfitta bruciante per come maturata in campo e nel post-match.

cristiano-lucarelliOggi il Lecce cambia, ancora una volta, guida tecnica. L’ennesimo avvicendamento al timone della squadra che ci si augura possa servire a ridare serenità all’ambiente e forza ad un gruppo di calciatori che forse non era più un tutt’uno con il proprio oggi ex allenatore. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il ko interno subito per mano di un Messina per nulla temibile, ma che ha portato via da Lecce 3 punti a mani basse, contro un avversario molle sulle gambe e confuso nella mente.

Un atteggiamento pericoloso, un campanello d’allarme importante in vista dei tanto temuti play-off e che meritava una strerzata oramai non più procrastinabile. La società di via Colonnello Costadura ha preso atto della minaccia di scollamento progressivo con lo zoccolo duro del tifo giallorosso ed ha quindi deciso di gettare la spugna e chiamare un altro allenatore per tentare di raggiungere la Serie B tanto inseguita in questi 5 anni di tribolazioni e delusioni.

roberto-rizzoQuesto 25 Aprile, dunque, è una data che potrebbe fare storia anche per l’U.S. Lecce e che potrebbe segnare la giusta consacrazione per un altro figliuol prodigo di questa terra; a Robertino Rizzo si chiede un compito arduo, ma non impossibile. Se ha accettato la sfida è perché sa di poter centrare l’obiettivo e perché evidentemente si fida di questa rosa di calciatori a sua disposizione. Il mese di tempo per preparare al meglio gli spareggi e presentarsi con ben altro atteggiamento è più che sufficiente, anche se, guardando indietro e col senno del poi, forse sarebbe stato meglio anticipare le mosse e permettere alla nuova conduzione tecnica di lavorare con maggiorte calma. La montagna è lì davanti e tutta da scalare. Buona arrampicata.

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