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FOCUS – Qualità al comando tra certezze e debolezze: il Foggia

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Giacomo Beretta, autore dell’1-0 in Lecce-Foggia del 2013

LECCE (di Italo Aromolo) – Chi l’avrebbe mai detto quel 5 ottobre 2013, quando Lecce e Foggia si affrontavano in Coppa Italia di Lega Pro. Quando i giallorossi di mister Lerda occupavano l’ultimo posto del campionato di Prima Divisione e i satanelli, allenati da mister Pasquale Padalino, il penultimo della Seconda Divisione. Quando c’erano appena 500 spettatori ad assistere ad una gara che tra i primi freddi e tanti silenzi di uno stadio semi-vuoto scivolava via col più classico dei risultati: 1-0 per la squadra di casa, allora il Lecce. Chi l’avrebbe mai detto che oggi Foggia-Lecce è tutto e il contrario di tutto quello che è stato? un tecnico come Pasquale Padalino e un calciatore come Giuseppe Agostinone che hanno cambiato sponda, ma soprattutto due squadre in vetta alla classifica che sognano la Serie B e se la contendono in uno scontro diretto con una cornice di pubblico da brividi: tre anni dopo, Foggia-Lecce è tutta un’altra storia.

Il cammino: tra conferme e novità – Quella Serie B inseguita dai rossoneri per 19 lunghi anni (dalla stagione 1997/’98) e sfuggita sardonicamente lo scorso 12 giugno, quando il Pisa pareggiando per 1-1 la finale play-off allo “Zaccheria” spegneva la magia del Foggia di Roberto De Zerbi, tecnico alla prima esperienza tra i professionisti che con un calcio brillante ed efficace (come raramente se ne vedono in Lega Pro) ha fatto innamorare una città intera e riportato allo stadio le diecimila persone a partita.

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L’ex allenatore del Foggia, Roberto De Zerbi

In estate il cambio di allenatore e l’arrivo di mister Stroppa avevano fatto sorgere qualche dubbio sul ripetersi di una simile annata, ma l’aver mantenuto l’ossatura della squadra con gli giusti investimenti e una limpida programmazione alla lunga hanno pagato: a formare il “nuovo” Foggia sono rimasti calciatori di valori assoluto come Vincenzo Sarno e Antonio Vacca, richiesti anche da categorie superiori, oltre ai noti ex Lecce Angelo De Almeida, Cosimo Chiricò e Cristian AgnelliRispetto alla formazione che lo scorso anno ha sconfitto i salentini per tre volte (4-0 in campionato, 3-2 e 2-1 negli spareggi) si sono aggiunti bomber Fabio Mazzeo, specialista in promozioni dopo quelle conquistate con Perugia e Benevento, il portiere Enrico Guarna (in prestito dal Bari) e nel mercato di gennaio gli ultimi arrivati Matteo Di Piazza e Francesco Deli: il primo, attaccante, punta a consacrarsi definitivamente dopo l’exploit ad Agrigento (14 gol in 32 presenze biancoazzure lo scorso anno), mentre il secondo, arrivato dalla Paganese come centrocampista, nel giro di un paio di mesi ha stregato tecnico e tifosi con 7 presenze e già 2 gol all’attivo in rossonero.

Fabio Mazzeo con la maglia del Foggia

Fabio Mazzeo con la maglia del Foggia

A detta di tutti la squadra tecnicamente più forte del girone, è stato poi bravo mister Stroppa ad assemblarla in una complesso con una spiccata solidità difensiva (solo 23 gol incassati e miglior reparto del torneo), che fa del possesso palla la sua miglior arma e che con il 4-3-3 mira ad arrivare in porta con un gioco arioso che non risparmi nessuna zona di campo. Sostanzialmente gli stessi dettami del predecessore De Zerbi con un pizzico di spettacolarità in meno e di cinismo in più: la squadra ha segnato 52 gol (secondo miglior attacco dietro al Matera), anche se vanta lo strano record di ben 4 rigori sbagliati.

Il tallone d’Achille del Foggia è emerso ogni qual volta quando il tema delle partite si è spostato sullo scardinare difese chiuse a riccio e brave a intasare gli spazi: risultata devastante quando lasciata libera di esprimere la tecnica nello spazio, la formazione rossonera si è spesso specchiata in se stessa contro avversarie che l’hanno attesa nella propria metà campo per poi punirla in contropiede: tanti sono i punti persi contro le cosiddette “piccole” come Reggina (1-1), Taranto (2-0) e Akragas (0-0), o quasi in partite risolte sul filo di lana come a Melfi (1-3) e ad Agrigento (1-0).

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Il manifesto affisso a Lecce per spronare la squadra

Ad ogni modo per il Foggia la sfida contro il Lecce arriva nel miglior momento possibile, dal punto di vista fisico e mentale. Con l’inserimento dei nuovi ormai avvenuto, la squadra viaggia spedita al quarto successo di fila e con la porta inviolata da circa ‘300: prima del blitz di Monopoli lunedì scorso (2-0) sono arrivate le vittorie negli scontri diretti contro Matera (3-1) e Juve Stabia (1-0) e il successo esterno ad Agrigento (1-0), valse l’attuale primato a +1 sul Lecce, +10 sul Matera e +13 sulla Juve Stabia.

Nella bolgia dello “Zaccheria”, dove i satanelli vincono da sette partite di fila e il solo Fondi è riuscito a conquistato i tre punti (3-2), il Lecce è chiamato a gran voce dalla propria curva a quella che sarebbe una vera e propria impresa: vincere!

 

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