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FOCUS – Incognite e novità: la trappola-Catania

Precedenti Lecce CataniaLECCE (di Italo Aromolo) – Sbagli…chi può. È finito il tempo degli errori per Catania e Lecce, e la delicata sfida che le metterà di fronte al “Via del Mare” lascia pochi margini d’appello dopo le turbolenze dell’ultima settimana, da una parte e dall’altra. Il Lecce è chiamato a disintossicarsi dalle scorie della sconfitta di Francavilla Fontana per non perdere punti di contatto dalla capolista Foggia, il Catania è un’espressione a doppia incognita dopo lo scossone delle dimissioni del tecnico Mario Petrone dopo appena 3 settimane dal suo insediamento sulla panchina che era stata di Pino Rigoli.

Fatale al tecnico napoletano è stata la sconfitta interna contro il Melfi, squadra ultima in classifica che, reduce da 11 ko consecutivi, è riuscita ad espugnare il “Massimino” con un 2-0 che va ben oltre le dimensioni del punteggio: subire il gioco della derelitta compagine lucana (con annessa mezza dozzina di occasioni da gol) sul campo dove pochi anni fa cadeva l’Inter di Mouriño non è stato certo un passaggio così semplice e immediato per il popolo rossoazzurro, all’ennesima delusione negli ultimi anni.

Quella contro il Melfi è stata solo la punta di un iceberg stagionale decisamente al di sotto delle aspettative: perché la stagione del Catania è partita male con i 7 punti di penalizzazione (problemi finanziari), è proseguita a corrente alternata con risultati ambigui tra casa (33 punti) e trasferta (13) per poi precipitare nell’ultimo mese con la sconfitta nel derby con l’Akragas (2-1) e la risoluzione del contratto con mister Rigoli: il tecnico di Raccuja ha pagato col proprio posto un’idea di gioco mai decollata e un’identità di squadra piuttosto labile al cospetto dei nomi in rosa.

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Mario Petrone, ex allenatore del Catania

A sostituirlo è stato chiamato un tecnico come Petrone, i cui trascorsi da tecnico dell’Ascoli (promosso in Serie B nella stagione 2014/’15) facevano ben sperare l’ambiente tutto: ma la sua avventura è durata il tempo di un pareggio per 0-0 con il Taranto e una vittoria per 2-1 a Messina, prima del capitombolo interno contro il Melfi che lo ha portato a rassegnare le dimissioni con le seguenti motivazioni: “Avevo preparato la gara di domenica come se fosse quella della vita”- ha dichiarato a itasportpress.it – “L’ho persa e vado via. Come senso di responsabilità ho fatto questo gesto, per il bene di tutti, della società, della squadra, dell’ambiente. Io non sono una persona calcolatrice. Una partita preparata bene non si può perdere così. Ho allenato un gruppo di bravi ragazzi che andrà ai play-off, ne sono certo, ma serviva una scossa. La partita col Melfi, lo ammetto, mi ha segnato molto. Ho rinunciato a un contratto fino al 2018, ma l’ho fatto per il bene del gruppo e della società”.

Ma cosa c’è di buono nella tribolata stagione etnea? Certamente i 46 punti conquistati sul campo, che senza la penalità varrebbero un buon sesto posto a ridosso di Matera, Juve Stabia e Francavilla. Il saldo con la Giustizia sportiva vede però i rossazzurri ancorati alla 10ma piazza in classifica con 39 punti, in piena bagarre per entrare in quei play-off che sarebbero l’obiettivo minimo per salvare la stagione e l’ultimo lumicino rimasto per sperare nella Serie B. C’è poi un rendimento casalingo di grande costanza ed efficacia, secondo solo a quelli di Foggia e Francavilla: al “Massimino” sono arrivati 33 punti in 15 partite con vittime eccellenti del calibro di Matera (2-0), Juve Stabia (3-1) e Lecce (2-0 nella gara di andata con gol di Di Grazia e Silva, ora al Messina).

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Demiro Pozzebon con la maglia del Catania

Infine, un parco giocatori di assoluta qualità: citandone uno per ruolo, in porta il valore aggiunto risponde al nome di Matteo Pisseri, stabilizzatosi ormai ad altissimi standard dopo le stagioni tra Juve Stabia e Monopoli e prossimo al passaggio nelle serie maggiori; in difesa ecco l’ex Lanciano Domenico Di Cecco, che nella gara di andata disputò una prestazione superlativa annullando Giuseppe Torromino e risultando il migliore in campo; in mezzo al campo parlano le oltre 150 presenze in Serie A per Marco Biagianti, leader etneo dalla stagione 2007/’08 con un solo intermezzo a Livorno; in attacco la scena è tutta per Demiro Pozzebon, arrivato dal Messina nel mercato di riparazione e già in evidenza con due gol in maglia rossazzurra, che sommati agli 8 precedenti lo fanno uno degli bomber più prolifici e temibili del girone.

Per la partita di Lecce il tecnico ad interim sarà l’allenatore della formazione “Berretti“, Giovanni Pulvirenti, che come dichiarato dall’a.d. Pietro Lo Monaco potrebbe essere confermato fino al termine della stagione: il modulo che adotterà dovrebbe essere il 3-5-2, come avvenuto fin qui nelle partite delle giovanili. Ma tutto in casa etnea, a cominciare dagli aspetti tattici fino agli animi in campo, sarà un’incognita. Ciò che dovrà essere ben chiaro, invece, è la forza e la voglia di riscatto del Lecce: sbagli… chi può.

1 Comment

  1. Claudio Colonna 12 marzo 2017 Reply

    Non è che dobbiamo risolvere le crisi tutti???

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