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Lecce, la società fa quadrato attorno a Padalino

Mister Padalino nella sede dell'U.S. Lecce insieme a Liguori e MelusoLECCE – Una foto che vale più di molte parole. Un’immagine senza alcuna didascalia a corredo che pare rispondere a quelle che sono le richieste di parte della tifoseria giallorossa nei confronti della società, vale a dire la tersta di Pasquale Padalino. A pubblicarla è stato il vicepresidente Corrado Liguori che, sulla propria pagina facebook, ha postato una fotografia che lo rirtrae seduto accanto al tecnico foggiano, finito sulla graticola dopo la sconfitta di sabato contro la Casertana, con i campani che hanno giocato per più di un tempo in inferiorità numerica.

Se il messaggio implicito che il dirigente leccese ha voluto lanciare è quello intuito, si tratta di una presa di posizione netta e chiara nei confronti dei tanti supporters giallorossi che invocano un cambio della guida tecnica per la formazione salentina. A Padalino viene imputato l’eccessivo ricorso al turn over, lo schieramento di calciatori meno in forma rispetto ad altri che vengono lasciati in panca, l’incapacità di leggere in corsa le partite, la gestione dei cambi e, ultima in ordine di tempo, la richiesta di acquisto di Agostinone e la partenza di Contessa al calciomercato invernale. Accuse che, ad onor del vero, non è la prima volta che il tecnico foggiano riceve dal suo arrivo sulla panchina del Lecce. Era già accaduto, ad esempio, dopo la batosta interna contro il Matera e dopo quella che, fino a sabato scorso, era l’unica sconfitta di capitan Lepore e compagni in trasferta, ossia a Catania.

Inutile nascondere che il clima attorno al Lecce è diventato inaspettatamente teso e che nell’ambiente si respira un certo pessimismo guardando al futuro e di questo si era lamentato più volte nello scorso torneo anche mister Piero Braglia. La paura delle precedenti annate conclusesi con cocenti delusioni ed i proclami di vittoria del campionato che vengono puntualmente disattesi e rinviati alla stagione successiva sono uno spettro con cui è difficile convivere. Così come è complicato chiedere ad una tifoseria intera di avere pazienza e fiducia proprio a causa delle passate esperienze in Lega Pro.

Ovvio che non bisogna cadere nell’autolesionismo e bene fanno i dirigenti (da Saverio Sticchi Damiani, allo stesso Liguori) a gettare acqua sul fuoco della polemica e fare quadrato attorno al mister. Non si deve compromettere quel patrimonio di punti conquistato finora e la possibilità, sempre a portata di mano, di potersi giocare la promozione diretta in Serie B. Allo stesso modo, è pur vero che serve confrontarsi e capire i motivi di quegli ”incidenti di percorso” che capitano nei momenti meno opportuni. Schiarirsi le idee, insomma, e proseguire il cammino. Il tempo passa inesorabile e nessunom possiede una sfera di vetro nella quale vedere il futuro. Cambiare allenatore per i ”mal di pancia” di una frangia di tifioseria è azzardato; stesso dicasi nel perseverare in errori, magari di gioventù, ma pur sempre errori perchè si sa: chi sbaglia meno, alla fine vince.

1 Comment

  1. Antonio Sorrento 6 febbraio 2017 Reply

    Ottimo articolo Pierpaolo: se ci si mette un po’ di onestà professionale senza falsare i fatti (ma non è il tuo caso) per il solo scopo di compiacere a “Qualcuno”, si fa del vero giornalismo che deve essere sopratutto obiettivo (il più possibile) e corrispondente alla realtà dei fatti.

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