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Masiello in Nazionale: tra revisionismo e falso buonismo

Andrea-Masiello-autogolLECCE (di Pierpaolo Sergio) – In questi giorni si assiste ad una levata di scudi in favore del difensore dell’Atalanta, Andrea Masiello, meritevole secondo alcuni organi di stampa lombarda di una chiamata in Nazionale. Giova ricordare che il 30enne calciatore viareggino ha visto il suo nome comparire nell’elenco degli indagati nell’inchiesta “Last Betdella Procura di Cremona e pure in quella parallela condotta a Bari nell’ambito dell’arcinota vicenda delle partite vendute, tra le quali figura il famigerato tentativo di combine nel derby contro il Lecce del maggio 2012 costato al club giallorosso la retrocessione in Lega Pro per responsabilità diretta dell’allora presidente Pierandrea Semeraro, mentre Masiello ha scontato sia un periodo di carcerazione che, patteggiando in ambito sportivo, due anni e cinque mesi di squalifica. A ridargli una chance di giocare ancora in Serie A è stato il sodalizio bergamasco che lo dapprima tenuto al minimo di stipendio sindacale, per poi reintegrarlo fino a farne oggi uno dei punti di forza della squadra allenata da Giampiero Gasperini.

Giampiero Ventura CT ItaliaSarà forse per via del nome di battesimo, ma pare che Masiello renda al massimo quando in panchina siede un allenatore che si chiama Giampiero… A consacrarlo come uno dei più promettenti difensori della massima serie italiana era stata infatti l’esperienza nel Bari, con Giampiero Ventura alla guida di quella formazione. In questo campionato che vede l’Atalanta tra le rivelazioni della stagione, il nome del difensore toscano viene caldeggiato soprattutto dalla stampa della città in cui milita per una convocazione dall’attuale C.T. dell’Italia. Un sogno che Masiello coltivava fin dai tempi in cui indossava la maglia biancorossa e che anni fa vide anche la creazione di una pagina su facebook per quanti lo volevano già allora in Nazionale.

andrea-masielloMa se il conto con la Giustizia ordinaria e quella sportiva l’ha pagato e che una seconda possibilità va data a tutti, è pur vero che non bisogna esagerare col buonismo a prescindere. In Italia il revisionismo spesso è una tendenza che si usa per passare colpi di spugna su nefandezze di ogni genere che hanno infangato il buon nome di una nazione e dei cittadini onesti. Lungi da noi voler fare facili moralismi, ma sarebbe bene ricordare che, almeno nel Calcio dei bei tempi, indossare la maglia azzurra rappresentava un premio per i calciatori più dotati tecnicamente, ma anche per chi ne fosse davvero meritevole. È vero che nel calcio moderno fatto di sponsorizzazioni di società di scommesse che imprimono i propri marchi sulle maglie di club e della stessa Nazionale non ci si deve meravigliare più di nulla, ma un limite alla decenza dovrebbe pur essere dato. E poi, chi dovrebbe lasciare il posto tra gli attuali difensori che gravitano da anni in azzurro, visto che nell’Italia gioca gente del calibro di Bonucci, Barzagli, Chiellini, Romagnoli, De Sciglio (giusto per fare qualche nome) ed in tanti, ben più giovani del terzino atalantino, si stanno affacciando alla ribalta?

pelle-escluso-da-italia-venturaLo stesso Ventura si è dimostrato irremovibile davanti alla mancanza di rispetto di Graziano Pellè che non gli strinse la mano dopo la sostituzione in Italia-Spagna dello scorso 6 ottobre. Per l’attaccante di Monteroni scattò subito la punizione, fu cioè rimandato a casa (in Cina) per quello che la Federazione definì un “atto irriguardoso” verso il Commissario Tecnico secondio, anche e soprattutto in ossequio ai dettami del Codice Etico. Una scelta ineccepibile, ma ci aspettiamo che altrettanta intransigenza sia usata da parte del presidente Carlo Tavecchio anche verso chi si è macchiato di una responsabilità odiosa, qual è il vendere per profitto personale partite su partite di un club.

Considerando l’esito degli endorsement registrati nella campagna delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti pro Hillary Clinton, chissà se spingere per la convocazione di Masiello in Azzurro dia i frutti sperati in quel di Bergamo…

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