Lecce e Bonetti: questione di stile

post Bonetti rimossoLECCE – La vicenda è ormai nota ai più: Dario Bonetti, consulente tecnico dell’imprenditrice lombarda Manuela Ferrari che ha provato la scalata al pacchetto di maggioranza dell’U.S. Lecce, è tornato a postare messaggi al veleno ed al vetriolo non si sa bene all’indirizzo di chi. Nostro malgrado, siamo costretti a registrare quel che appare l’ennesimo attacco mediatico ai danni del Lecce, dei suoi dirigenti (?) e, visto che non ci sta mai male…, anche di qualche giornalista accusato di piaggeria nei confronti dei potenti, secondo italica inclinazione. Le parole usate, pesanti come macigni, sono state le seguenti: “Vi dirò di più… Da LECCE devono smettere di raccontare cazzate attraverso qualche giornalista compiacente ( come abitudine in Italia ) altrimenti le racconto io un po’ di Cosette sui tre moschettieri più qualche servo di corte dalla firma facile … Occhio Pavone che ti strappo le piume e non potrà mai più pavoneggiarti per il centro di Lecce ..

Manuela Ferrari e Dario Bonetti Un cocktail amaro e indigesto, probabilmente più per chi l’ha dapprima pensato, scritto poi, pubblicato su facebook e quindi cancellato, sperando magari che quell’antipatica e accidiosa esternazione passasse inosservata ai più, ma non agli occhi dei diretti interessati. Si tratta di un “documento” che solo grazie a qualcuno che lo ha salvato si può ancora leggere, visto che dalla bacheca dell’ex calciatore è sparito proditoriamente. Uno screenshot difficile da interpretare, considerato che si spara nel mucchio e non si fanno esplicitamente nomi, ma che si potrebbe intendere come diretto all’attuale gruppo di maggioranza della società giallorossa, forse a causa degli strascichi alle dichiarazioni che i dirigenti leccesi hanno rilasciato alla stampa dopo che è ufficialmente saltata la trattativa per l’acquisizione del 30% del pacchetto azionario del club salentino prima e poi della maggioranza (51%) come richiesto dalla stessa Ferrari al presidente Enrico Tundo in una telefonata.

Meluso dirigenza Sticchi Liguori AdamoSupposizioni, malignità frutto dell’interpretazione capziosa di qualche giornalista locale? Nient’affatto: le frasi che si leggono in quel post rancoroso ed astioso oltre ogni ragionevole giustificazione appaiono più una minaccia bell’e buona verso chi potrebbe aver reso noti dettagli scabrosi (chissà poi perché?), raccontando su quotidiani e siti internet le verità della “cordata leccese” che guida l’U.S. Lecce sulla fumata nera che si è registrata nella trattativa per l’allargamento della compagine societaria giallorossa. Non pare certo una colpa se c’è chi (per fortuna) preferisce fare pubblicamente ed a mezzo stampa affermazioni solari e trasparenti, piuttosto che chiudersi nel silenzio più totale come fatto dalla controparte in una vicenda caratterizzata da un incomprensibile alone di mistero che andava al di là della normale riservatezza di una trattativa. Una spessa cortina fumogena riscontrata anche nel reperire notizie o immagini ufficiali di un’imprenditrice che tenta la scalata a club calcistici e che è pronta a sborsare, almeno secondo quanto riferitoci, denaro sonante.

Ad ogni modo, la classe non è acqua, recita il noto adagio. E, come spesso accade, i proverbi che fanno parte della cultura e saggezza di un popolo, sono veri maestri di vita. Nello specifico, a parte il livore che si legge in quelle parole, il modo di esprimere un malcontento andrebbe scelto con maggior lucidità e ricorrendo a maniere che non sembrino una minaccia avventata e di cattivo gusto. Altrimenti, potremmo rispondere con un altro motto: can che abbaia…

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