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Mammi juve
Il gol di Mammì con la maglia del Catanzaro contro la Juventus (30 gennaio 1982)

LECCE (di Italo Aromolo) – Le sfumature di Paganese-Lecce si nascondono tra le polveri di un insegna che campeggia come tante fuori dallo stadio “Marcello Torre” di Pagani: la dicitura è “Piazzale Angelo Mammì“, in memoria dell’attaccante che ha scritto la storia di entrambe le società a cavallo degli anni ’60 e ’70. Mammì ha giocato nel Lecce per quattro stagioni, dal 1966 al 1970, ricoprendo il ruolo di finalizzatore in quella mitica formazione dei vari Bottoni, Tardivo, Garagna, Cartisano, Lucci, Melideo che tentò la scalata alla Serie B sotto la presidenza di Marcello Indraccolo. Fu ceduto al Catanzaro dopo aver collezionato 107 presenze e 27 gol e anche in Calabria ha lasciato tracce indelebili, realizzando il gol della prima promozione in Serie A nello spareggio vinto contro il Bari (1-0) e firmando l’anno dopo un prestigiosissimo successo sulla Juventus (1-0). A lui è intitolata la Curva Est dello stadio “N. Ceravolo“.

Ma è con la città di Pagani che Mammì ha intrattenuto il legame più stabile e duraturo, un attaccamento autentico riconosciuto con l’intitolazione, oltre che del piazzale, di una delle vie che conducono all’impianto sportivo cittadino. Nei tre anni di militanza azzurrostellata, Mammì ha realizzato oltre 40 gol e ha trascinato la squadra alla prima promozione tra i professionisti, guadagnandosi il titolo di bomber più prolifico della storia del club; appese le scarpe al chiodo, si è stabilito definitivamente nella città campana, dove ha anche allenato la squadra sul finire degli anni ’80. “Mammì” – le parole del Sindaco di Pagani durante la cerimonia di intitolazione nel 2011 – “è un rappresentante sano, pulito e limpido del mondo del calcio. È stato non solo testimone ed emblema dei valori sani dello sport quali la lealtà, la correttezza e il rispetto dell’avversario, ma ha avuto soprattutto la grande capacità di trasmettere tali valori alle giovani generazioni”.

Nel 2000 se ne è andato a soli 58 anni per un male incurabile, lasciando tra i tifosi del Lecce e della Paganese il vuoto che solo i grandi del passato sanno creare. Che la sfida di domenica gli renda onore.

 

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