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unoLECCE (di Carmen Tommasi) – La dolcezza disarmante di Luis Gabriel Sacilotto, la simpatia abbinata ad una battuta sempre pronta di Romeo Papini e l’entusiasmo dei più piccoli. Ecco il mix giusto che è capace in un sol botto di far tornare la voglia di re-innamorarsi del calcio, del Lecce e di tutto ciò che ruota attorno al patinato mondo di quello che alcuni definiscono lo sport più bello del mondo. Nel pomeriggio di oggi si è infatti svolta l’ultima “Visita allo stadio” stagionale organizzata da Passione Lecce alla presenza dei numerosi, sorridenti ed emozionati baby tifosi giallorossi. Si trattava di alcuni alunni delle terze, quarte e quinte classi della Scuola elementare Livio Tempesta di Lecce e della Scuola calcio “ASD Futura Monteroni” che hanno avuto modo di effettuare un appassionante tour guidato all’interno dell’impianto sportivo cittadino.

kL’obiettivo dell’iniziativa, che si è potuta sviluppare anche e soprattutto grazie alla disponibilità dell’U.S. Lecce, è far conoscere da vicino ai fortunati di turno lo stadio “Via del Mare” in cui la propria squadra del cuore disputa le gare casalinghe. I baby supporter hanno potuto osservare l’interno e l’esterno dell’impianto leccese, compresa la sala stampa, il manto erboso, l’area spogliatoi, la palestra e, per finire, c’è stata anche la possibilità per i piccoli presenti di intervistare i propri beniamini e scattare una foto ricordo insieme alla mascotte Wolfy. Il momento più emozionante della visita è stato, probabilmente, l’ingresso sul terreno da gioco: si raccontano da sole le sensazioni provate nel prendere posto sulle panchine dove anni fa sedevano Zeman, Mouriño o Capello come pure nel simulare un’esultanza sotto la Curva Nord. O, semplicemente, nel correre nell’area di rigore che tante volte ha fatto trepidare migliaia di appassionati.

dueBABY GIORNALISTI – La visita è stata coordinata e gestito interamente, come sempre, dal giornalista Pierpaolo Sergio, l’addetto stampa di Passione Lecce, alla presenza tra gli altri di Angelica De Mitri, responsabile della Biglietteria per l’U.S. Lecce, Diego Frigino, presidente di Passione Lecce, di Santino Apruzzi dello stesso trust e di Alessandro Arnesano, membro dell’Ufficio SLO del club di Piazza Mazzini. I piccolissimi visitatori si sono calati alla perfezione, col sorriso sulle labbra, nella parte di esperti e curiosi giornalisti ed hanno incalzato i due calciatori giallorossi con simpatiche domande a cui i centrocampisti Romeo Papini e Gabriel Sacilotto hanno risposto con serietà e un pizzico di umorismo. “Lecce è una bellissima città; io e la mia famiglia stiamo benissimo. Sono nato col pallone vicino e mio padre è sempre  stato innamorato del calcio. Fin dalla nascita ho amato sempre questo sport ed ho iniziato a giocare in una squadra dai sei anni e poi non ho più smesso. Il mio idolo? Domanda troppo facile: dico Francesco Totti, perché – svela il “Papo” – sono un grande tifoso della Roma e guarda caso i colori sono sempre giallorossi. Speriamo ci vada tutto bene nelle ultime due gare ed è quello che vogliamo tutti. Noi calciatori siamo imitati per come ci vestiamo e pettiniamo? Ma no, io vado spesso dal parrucchiere come i ragazzi della mia età. Ma non faccio caso a pettinature particolari (scherza, ndr)”.

Visita allo Stadio 2Qui interviene il compagno di reparto “Saci” che sorridendo aggiunge: “Questa domanda andrebbe fatta a Gianluca Di Chiara (il difensore giallorosso ha una visibilissima cresta bionda, ndr). Sono felice di essere a Lecce e mio padre tanti anni fa mi aveva detto che avrebbe gradito che un giorno giocassi con la maglia giallorossa, chissà perché? Devo tutto a lui. Come si fa a diventare un campione? Non dovete chiederlo a me (ironizza, ndr), ma dico che serve passione, impegno e sacrificio”.

Poi la domanda che qualunque tifoso avrebbe rivolto ai due beniamini, ossia le reali possibilità di accedere agli spareggi promozione: “I play-off? Daremo tutto, ma ora purtroppo non dipende solo da noi il nostro futuro”. Poi Papini conclude:”Il mio gol più bello? Lo devo ancora fare…”. Si alza, sorride, firma autografi e spera, continua a sperare. Lui, come il suo compagno Sacilotto e tutti i tifosi del Lecce.

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