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Donne non solo l’8 marzo…

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Otto marzo: Giornata Internazionale della Donna

LECCE (di Carmen Tommasi) – La donna c’è da quando è nato il mondo e non ci si ricorda di lei solo l’8 marzo, giorno della sua festa, Giornata Internazionale della Donna. Donne che amano, che soffrono, che sorridono, che scalpitano, che lavorano, che si illudono, che stirano, che cucinano e che sognano insieme a quella dolce metà della “mela”, il loro uomo. Il marito, il compagno di una vita e che danno alla luce delle dolci creature che vivono per nove lunghi mesi dentro di loro. Creature che sono frutto dell’amore, di abbracci, di sguardi complici e di voglia di amarsi all’infinito.

Ed ecco che ci si chiede il perché di tutto questo femminismo esasperato, a volte inutile. L’uomo e la donna sono complici e non ci sarebbe vita con l’uno senza l’altro: si amano, discutono, lottano, si aiutano, lei lava e lui a volte stira, lei sogna e lui è sempre un po’ più razionale. Marte contro Venere, due pianeti un po’ “distanti” e diversi forse, ma che insieme sono il vero splendore della vita. Quello più bello.

Un giorno, questo, storicamente non di festa, ma in cui si ricordano le conquiste sociali e politiche delle donne, un’occasione per rafforzare la lotta contro le discriminazioni e le violenze. Una data sul calendario per continuare a lottare per il rispetto, per la libertà dell’essere donne e per non spezzare violentemente la vita del gentil sesso come accade, purtroppo, spesso e volentieri.

Uomo ama la tua donna, non toglierle per nessun motivo il sorriso ed amala proprio come lei fa con suo figlio o come la ama suo padre: rendi le sue giornate migliori con semplicità. Non farla piangere e, se hai tempo, osservala mentre dorme e ascolta il suo respiro, lei se ne accorgerà. Semplicemente amala e lei, puoi starne certo, in cambio ti darà tutto ciò che ha. Con amore, disincanto, sensibilità e senza limiti.

UOMO-E-DONNAAmala e regalale un fiore, o anche solo un sorriso, in un qualsiasi giorno piovoso o di sole dell’anno, e non solo l’8 marzo, perchè lei, come scrive Sara Tassone, “Non guarda l’orologio in attesa di smontare dal lavoro quando pensa alla sua famiglia. Non si lamenta del suo mal di schiena quando lavora per chi ama, ma continua a lavorare. Questo soprattutto sa fare una donna e scusate se è poco! La donna andrebbe prima rispettata e poi festeggiata. Si potrebbe anche festeggiarla una volta l’anno, a condizione che venga rispettata tutti gli altri giorni. Se un mondo senza uomini sarebbe brutto, un mondo senza donne sarebbe mostruoso. Auguri donne di tutto il mondo”.

 

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