PapiniLECCE (di Pierpaolo Sergio) – Le pagelle di Lecce-Paganese, gara che metteva di fronte due formazioni al centro dell’attenzione mediatica per le dichiarazioni rese e poi smentite nel post-match col Frosinone da parte dei campani e per il deferimento di Fabrizio Miccoli alla Commissione Disciplinare in settimana per le intercettazioni sul giudice Giovanni Falcone, rispecchiano lo spettacolo non certo esaltante ammirato oggi pomeriggio al “Via del Mare”.

I giallorossi portano a casa l’intera posta in palio che significa soprattutto aver accorciato le distanze di altre due lunghezze dal secondo posto (col Perugia uscito sconfitto dalla trasferta a Pisa per 2-1) dopo una partita agonisticamente maschia, che ha visto l’arbitro Mainardi estrarre ben tre cartellini rossi, ma che sul piano della qualità e dello spettacolo ha offerto davvero assai poco.

1. PERUCCHINI: L’unica palla dell’incontro tra i suoi guantoni l’ha toccata nel recupero finale del match. Sintomo di come la Paganese sia stata realmente del tutto inoffensiva. VOTO: s. v.

2. D’AMBROSIO: Si complica anche stavolta, ahilui, la vita da solo sulla scia degli erroracci commessi contro il Perugia. Pecca in concentrazione poi Lerda lo sostituisce per ridisegnare l’assetto tattico della squadra. VOTO: 5 —– (dal 15′) MARTINEZ: Finalmente si rivede in campo “el Tuma” assente dai campi di gioco dalla sfida al “Matusa” col Frosinone. L’infortunio alla spalla è passato, ora gli servirà ritrovare il ritmo partita e potrà ricominciare a dare il suo innegabile apporto di esperienza alla causa giallorossa, come fatto oggi con pieno merito. VOTO: 6.5

3. LOPEZ: Impreciso in fase di appoggio e di spinta, il cavallo indomabile della fascia sinistra leccese si toglie la soddisfazione di siglare la sua “seconda rete e mezzo” della stagione in maglia giallorossa come da lui stesso affermato negli spogliatoi a fine gara. In quanto a voglia e determinazione non è comunque secondo a nessuno. VOTO: 6.5

4. PAPINI: Il migliore in assoluto in campo. Una spanna sopra a tutti i suoi compagni. Lotta, recupera decine di palloni sulla trequarti e diventa insuperabile nel fare da diga davanti ad un’incerta retroguardia. Si propone anche in fase di ripartenza ma spesso predica nel vuoto. Suo l’assist a Lopez per l’1-0. VOTO: 8

5. VINETOT: Dura appena 7 minuti la sua partecipazione all’incontro. Si fa beffare da un passaggio filtrante degli ospiti ed atterra Lanteri da ultimo uomo. Sacrosanto il cartellino rosso per lui. VOTO: 4

6. ABRUZZESE: Nel finale di gara rischia di andare anzitempo sotto la doccia per un fallo apparso la fotocopia di quello costato l’espulsione a Vinetot. L’arbitro si lascia ingannare dal mestiere di Martinez che si frappone tra lui e l’avversario steso mentre era lanciato a rete, portando il direttore di gara a ritenere che non potesse trattarsi di fallo da ultimo uomo. Per il resto, va a volte in sofferenza pur contro una Paganese spuntata. Deve trovare i giusti meccanismi con i compagni di reparto, ma la fascia da capitano consegnatagli al momento della sostituzione di Miccoli lascia capire di quanta stima goda l’ex Crotone. VOTO: 5

7. BARRACO: Altri 45′ messi nelle gambe per l’ex centrocampista del Latina. Oggi, ad ogni modo, è apparso meno in palla delle precedenti due occasioni, ma lascia intuire di avere un enorme potenziale da sfruttare in futuro. VOTO: 5.5 —– (dal 46′) SALES: Incerto ed impacciato con la palla tra i piedi. L’abulia di molti compagni contagia pure lui che, pur avendo un tempo intero da disputare, non lascia tracce significative dopo il suo ingresso in campo. VOTO: 5

8. DE ROSE: Gara di sacrificio e nei canoni della categoria. Lotta e morde le caviglie di tutti i calciatori avversari che gli capitano a tiro. Pecca di precisione nel far partire potenziali ripartenze, ma quello non è precisamente il suo compito. VOTO: 6

9. BERETTA: Prova convincente per il ragazzo dai piedi buoni. Si esalta in dribbling e slalom tra avversari neppure fosse alle Olimpiadi invernali di Sochi. Nel 4-4-2 che mister Lerda sta proponendo da un paio di settimane trova il modo di rendersi utile alla squadra e di offrire giocate a volte leziose, ma che dimostrano di che pasta sia fatto. VOTO: 6.5

10. MICCOLI: Il capitano era alquanto nervoso oggi, probabilmente per la notizia del deferimento arrivata in settimana, come dimostrano i continui battibecchi con il direttore di gara. Si mette comunque al servizio dei compagni; da una sua punizione calciata sul secondo palo nasce il primo gol del Lecce di Lopez. Lerda capisce che rischia un cartellino per i faccia a faccia duri con l’arbitro e gli risparmia i minuti finali. VOTO: 6 —– (dal 73′) FERREIRA PINTO: Il brasiliano si fa trovare pronto alla chiamata del mister che lo manda in campo per tenere palla e tentare ripartenze fruttuose. Al momento dell’assegnazione del rigore, prende la palla e si incarica del”esecuzione del penalty che trasforma con freddezza spiazzando il portiere e chiudendo di fatto una partita scorbutica. VOTO: 6.5

11. DOUMBIA: Torna a vestire una maglia da titolare dal primo minuto e si dimostra come sempre duttile e pronto al sacrificio quando il Lecce resta in 10 e deve fare il terzino sinistro per necessità. Riportato nella sua posizione più naturale, offre la palla del raddoppi a Beretta poi steso in area, col fallo campano punito col rigore. Prezioso pur senza brillare particolarmente. VOTO: 6.5

All. FRANCO LERDA: Tenere tutta la “rosa” sulla corda e concentrata è compito arduo. Non perché non ne abbia le capacità, ma perché forse la mente di alcuni suoi uomini si concede delle pause al cospetto di avversari sulla carta più che abbordabili. Ovvia all’ennesima inferiorità numerica con la rotazione delle pedine più duttili di cui dispone ed azzecca i cambi in corso d’opera. Missione compiuta, si pensa già al Gubbio. VOTO: 6.5

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