LECCE – (di Massimiliano Cassone) – Il campionato inizia senza che il calciomercato sia finito; orrenda regola da cancellare. Il campionato alza il sipario senza ancora sapere con certezza quale potrebbe essere la squadra titolare. Solo rumors, indiscrezioni e la classica frase: “Lo avevo detto io”, null’altro.

Parte per Salerno un Lecce ancora incompiuto, sale sul treno di una categoria dalla quale bisogna fuggire. È tutto un gioco sull’altalena dell’indefinito. Mentre si scaldano i motori della grande macchina della Lega Pro e Moriero carica a mille i suoi ragazzi, pronti a scattare a molla e partire col piede giusto, il diesse originario di Spinazzola continua le sue telefonate, i suoi incontri, perché deve fare in fretta, deve veramente chiuderli, in modo celere, gli affari. Si innescano così le ultime bombe, mano ai detonatori. Falcone, Casiraghi e D’Ambrosio sono in uscita. In entrata, Ferreira Pinto per il talento brindisino e, forse, alla fine si riuscirà a regalare a Moriero quel Delvecchio che sembrerebbe ormai tramontato. D’Ambrosio, professionista serio, ragazzo educato, viene mandato altrove, sperando di ottenere la dovuta ricompensa. Peccato, perché sulla fascia destra il suo apporto in modo silente lo avrebbe dato, senza mai alzare la voce, avrebbe aspettato il suo turno. Il giovane Casiraghi, arrivato nel Salento come una delle più grandi promesse nazionali, si trova “tappato” in un centrocampo avvolto dall’esperienza dei tanti Bogliacino, Amodio, Papini, Melara, Salvi, Doumbia, Ferreira Pinto (?) ed in avanti, se il Lecce dovesse giocare con il trequartista, ci sarebbero Bellazzini, Miccoli e lo stesso Bogliacino a far reparto. E allora la società lo gira, in prestito, alla Pro Patria (ma anche qui manca l’ufficialità) dove potrà dimostrare di non essere da meno di altri illustri colleghi. E intanto il tempo passa. Ipotesi, dubbi, perplessità, è il 31 agosto di un’estate vissuta in modo flemmatico in attesa dell’annuncio, ma il Lecce sembra un diesel, serve molto tempo perché si scaldi a dovere. Il lavoro fatto dalla società è di spessore elevatissimo, mettere su una rosa così valida costa fatica e sudore, soldi e programmazione, però c’è da rimproverargli questa lentezza che nemmeno Milan Kundera saprebbe descrivere.

È normale la voglia che hanno Falcone, Falco o qualsiasi ragazzo di vent’anni, di giocare in B e non in Lega Pro. Sognano di raggiungere l’Under 21 e sanno bene che rimanendo in questa categoria possono al massimo giocare nella nazionale di Lega Pro, non si può fare il torto di tenerli contro voglia. E allora bisogna farli partire subito e non portarli in ritiro, integrarli in squadra (vedi Falcone che ha giocato titolare sempre) per poi salutarli a pochi giri di orologio dal “fischio finale” del calciomercato.

Il campionato è iniziato di fatto ieri con l’incontro Nocerina-Perugia (2-2), l’outsider contro la favorita. Partita in cui i due “leccesi” Malcore e Lepore, che tanto ha sperato di poter rivestire la maglia giallorossa, si sono messi in mostra, risultando decisivi per un pareggio che sa di vittoria per i rossoneri.

Domani sera ci sarà il debutto per il Lecce nuovo, quell’anno dell’anno zero, del reset, dei leccesi. L’Arechi sarà una bolgia. La Salernitana è una diretta concorrente. Il Lecce vuol dimostrare di essere pronto a scalare la vetta di un calcio che conta.

È tutto così tremendamente affascinante per tutti, per noi che scriviamo, per voi che ci leggete con pazienza, per chi scenderà in campo, per chi partirà per questa trasferta difficile, per chi è già a Salerno, ed è proprio a tutti voi e a tutti noi che voglio augurare “buon campionato”. Iniziamo questo viaggio, smontiamo lo specchietto retrovisore e guardiamo solo avanti.

Il meglio deve ancora venire. Che lo spettacolo abbia inizio.

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