( di Massimiliano Cassone) – Manca meno di una settimana e poi il Lecce si tufferà nel mare dell’incertezza di un campionato di Lega Pro che rispetto a quello dell’anno scorso, fallito miseramente, sembra molto più insidioso e difficile.

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Stefano Sanderra

Domenica 1 settembre, salvo sciopero AIC, oppure sette giorni dopo, la squadra di Moriero scenderà in campo allo Stadio Arechi di Salerno contro la compagine allenata da Stefano Sanderra il tecnico di origine romane, soprannominato dai tifosi del Latina, squadra che ha allenato fino allo scorso anno, “Mister Leggenda”.

Come lui stesso si è sempre dichiarato, Sanderra è uno “Zemaniano” convinto. Il suo credo si manifesta e si veste di quel modulo che ha fatto la fortuna ma nello stesso tempo la sfortuna del suo mentore. La squadra granata ha scelto lui per il dopo Perrone per dare spettacolarità e brio alle proprie prestazioni.

Quindi il Lecce si ritroverà di fronte un avversario che non lesinerà gioco e tenterà di volare sulle fasce e disegnare gioco in ogni parte del campo. Già alla prima giornata sarà scontro diretto tra due formazioni che si daranno battaglia fino alla fine per la promozione diretta. Da una parte Fabrizio Miccoli e dall’altra Pasquale Foggia, due calciatori di ben altra categoria che tenteranno di dare quel tocco in più per permettere ai propri compagni di librarsi e rimanere sulla vetta di questo campionato.

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Chevanton, foto Paliaga

In casa Lecce c’è cauto ottimismo intorno alla squadra e qualche rimpianto. I tifosi partecipano numerosi sia agli allenamenti della squadra sia alle amichevoli. Come in ogni situazione in cui le esperienze passate consigliano prudenza, anche questa nuova avventura giallorossa è piena “di perché, di se e di ma”. Tra tutti i rimpianti, in cima, sicuramente c’è l’addio a Chevanton, l’idolo uruguaiano che la tifoseria avrebbe voluto ancora in squadra. E poi la vicenda Giacomazzi conclusa nel peggiore dei modi possibili, anche se ha significato da parte di Moriero il consolidamento della propria leadership: “Qui comando io”.

Proviamo a fare l’analisi, a oggi 26 agosto, dei Pro e Contro di questo Lecce che si appresta a esordire in campionato.

Pro:

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Fabrizio Miccoli

1)      L’arrivo di Miccoli: l’entusiasmo che ha portato in questo gruppo tutto nuovo e il suo saper essere leader, capitano e collante con la tifoseria (ieri in amichevole il campione di San Donato, si è avvicinato agli Ultras presenti e ha regalato la maglia ad uno di loro), alla lunga potrebbe essere l’arma vincente.

2)      La squadra: formata da giovani (Perucchini, Casiraghi, Beretta etc) e uomini d’esperienza (Melara, Papini, Martinez, Bogliacino, etc.) che conoscono già cosa significa giocare sui campi polverosi della serie C.

3)      Francesco Moriero e Sandro Morello: il feeling tra di loro trasuda dai loro sguardi, insieme stanno formando un gruppo coeso.

4)      I tifosi: anche se “vessati” da tante limitazioni (vedi i turni di squalifica della curva) sono sempre presenti a testa alta e non fanno mancare il loro apporto.

 

Contro:

1)      L’incertezza di un calciomercato lento. Purtroppo i primi obiettivi di Moriero che erano Carcuro e Delvecchio non sono arrivati, il secondo potrebbe ancora arrivare ma il primo no. Tutte le trattative sembrano sempre chiuse ma per un motivo o per l’altro se ne ritarda la conclusione. I rinforzi sono arrivati a singhiozzo e alla squadra che ha lavorato a Montecopiolo si sono aggiunti molti calciatori. Ogni arrivo è coinciso con una preparazione in differenziato. E così sarà fino alla fine del calciomercato. Questo problema, che sembra comune a tante squadre, potrà determinare un rallentamento nel raggiungimento di un buon gioco corale creato dall’amalgama tra i calciatori.

2)      Il girone B: sembra un campionato di serie B; Ascoli, Salernitana, Perugia, Frosinone, Grosseto, Perugia e Pisa gli avversari più tosti sia per blasone che per organizzazione societaria.

3)      L’ultima giornata di campionato la squadra giallorossa riposerà. Questo può essere uno svantaggio in un campionato in cui se non si è raggiunta la matematica promozione prima degli ultimi 90 minuti, viste le regole nuove, e cioè la prima in B direttamente e altre 8 ai Play-Off senza nessuna retrocessione, si potrà assistere, da spettatore inerme, ai ‘giochetti’ di favore che di solito possono essere impliciti e non scritti da parte di squadre che non hanno più nulla da chiedere alla stagione.

4)      La rinuncia ai giovani: purtroppo la mancata promozione ha significato anche un ridimensionamento del settore giovanile. I vari Di Mariano, Luperto etc. accasati in altre squadre sono un livido sul futuro di una squadra che vuole dare continuità partendo dai propri prodotti.

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Foti e Chevanton a terra dopo il fischio finale di Lecce-Carpi, foto Paliaga

Tra pochi giorni ogni dubbio verrà lentamente fugato. Sarà il campo a parlare lasciando a noi e a voi la parte bella di questo sport: tutti siamo un po’ allenatori, opinionisti e dirigenti. Tutti ad iniziare da noi che scriviamo, per finire ai tifosi, riusciamo sempre, ripeto sempre, a dire il classico “Lo avevo detto io”, in ogni caso, nel bene o nel male, qualcuno avrà sempre ragione. Che l’arbitro fischi presto l’inizio, quell’inizio che sancisca la fine di quell’Annus Horribilis 2012-13 che sarà ricordato per sempre con un velo di tristezza. Sperando che con il fischio d’inizio terminino anche tutte le voci di presunte o probabili cordate. E se qualcuno deve presentare l’offerta alla famiglia Tesoro per l’acquisizione della squadra, faccia in fretta, non continui a temporeggiare creando quel vocio antipatico che ha caratterizzato l’Estate che ormai volge al termine.

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